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Bordighera, tennis club: ad ottobre si conoscerà il nuovo gestore. I dettagli

Tempi tecnici e burocratici hanno fatto slittare la riapertura del circolo: i chiarimenti dell'amministrazione

Bordighera. Centocinquantamila euro investiti nel tennis club: la valorizzazione dell’impianto sportivo – primo circolo tennistico d’Italia – si è protratta per le lunghe, suscitando polemiche. Ma l’amministrazione si difende: “Tempi tecnici e burocratici lunghissimi. E’ giusto fare chiarezza”.

Le ditte interessate a gestire il circolo avranno tempo fino al trenta agosto per presentare le loro proposte a Palazzo Garnier. Dopo di ché, il 1 settembre, verranno aperte le buste. Ma la trafila burocratica non finisce qui: controlli di rito e controlli sul vincitore della gara d’appalto porteranno via un altro mese. Senza contare i possibili ricorsi presentati dai “perdenti”, il tennis potrebbe tornare attivo a partire da metà ottobre.

Dopo aver impegnato circa 200mila euro nel palazzetto dello sport, la giunta Pallanca si è interessata a rimettere a nuovo il tennis club. Ad entrare nel dettaglio delle opere eseguite è il vicesindaco nonché assessore ai lavori pubblici Massimiliano Bassi: “E’ stato rifatto completamente l’impianto elettrico”, dice, “Sono state imbiancate tutte le pareti interne, è stato realizzato un nuovo bagno, per diversamente abili, ed è stata posata una nuova pavimentazione”. All’appello manca la tinteggiatura delle pareti esterne: “Lavoro, questo, che potrà essere eseguito anche in un secondo momento, quando l’impianto sarà stato assegnato“.

Sei anni: questa la durata dell’appalto. Poi il comune sarà costretto ad indire una nuova gara. Lo spiega il presidente del consiglio comunale Mauro Bozzarelli: “Il nuovo codice degli appalti non prevede la possibilità di una proroga tout court”. E’ la legge: gli affidamenti precedenti – l’ultima gestione aveva un contratto di 4 + 3 – sono stati dunque sostituiti da una clausola più rigida e questo spaventa gli amministratori: “In questo modo sarà difficile che qualcuno si impegni nell’apportare migliorie che richiedono grossi investimenti”, dichiara Bozzarelli, “E questo è un peccato”. Senza la possibilità di allungare il contratto di qualche anno e con il “rischio” che la gestione successiva finisca ad altri, è difficile pensare che qualcuno vorrà metterci dei soldi. Insomma, non resta che sperare.

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