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Bordighera, in mille per il concerto dei Mad, ricordando Giancarlo Golzi fotogallery video

Grande commozione quando il figlio del batterista dei Matia Bazar, Davide, ha intonato le canzoni del padre insieme a Piero Cassano e Fabio Perversi

Bordighera. Grandi emozioni al concerto dei Mad, la band di cui fa parte Davide Golzi, figlio di Giancarlo, batterista e paroliere dei Matia Bazar e del Museo Rosenbach.
Ad un anno dalla scomparsa del “Capitano”, è stato proprio il figlio insieme ai Mad, a ricordare Giancarlo Golzi, suonando alcuni brani che hanno fatto la storia del gruppo italiano vincitore di due Festival di Sanremo.

Dopo aver presentato, davanti ad un pubblico di mille persone, il primo album “Apparenze”, la band ha chiamato sul palco i “Bordigotti” e due super ospiti: Piero Cassano e Fabio Perversi, componenti dei Matia Bazar. Tanta la commozione, quando Cassano, con la voce rotta dal pianto, ha intonato le canzoni che per quarant’anni ha cantato insieme a Giancarlo Golzi. Occhi lucidi, immancabilmente, anche per Davide e per la mamma Myriam, seduta in prima fila.

Tante le autorità presenti alla serata: il sindaco Giacomo Pallanca, il suo vice Massimiliano Bassi, gli assessori Fulvio Debenedetti e Silvano Maccario, la senatrice Donatella Albano e il capitano Lorenzo Toscano, comandante della Compagnia dei carabinieri di Bordighera. Con loro altre mille persone che hanno ascoltato con entusiasmo e attenzione la giovane band (età media: 27 anni) proporre un repertorio inedito dal sapore brit pop e dai contenuti profondi: pena di morte, vanità dell’esistenza, importanza del tempo e mistificazione dei social network, strumenti controversi in grado di unire le persone, ma anche di distruggere i rapporti tra di esse.

“Ascoltare le vostre canzoni mi ha fatto riflettere”, ha dichiarato il sindaco Pallanca, chiamato sul palco, “Vi definite giovani ma i temi che trattate sono da uomini e noi, che abbiamo qualche filo bianco tra i capelli, dobbiamo imparare ad ascoltarvi e, a volte, a fare quello che ci dite”.

“Il palco di Bordighera è il vostro”, ha concluso Pallanca, “E sono sicuro che sarà il primo di tanti altri”. E sarà così.

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