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Verde pubblico, Scialanca (Fisascat-Cisl): “Finalmente ci sono riusciti”

Il Segretario Generale della Fisascat-Cisl di Imperia e Savona si esprime riguardo alla decisione del Comune della città dei fiori di affidare la manutenzione del verde pubblico ad un'altra ditta

Sanremo. Il Segretario Generale della Fisascat-Cisl di Imperia e Savona Massimiliano Scialanca afferma:Dopo il tentativo di limitare la presenza di personale svantaggiato sul cantiere nei limiti del 30% trasformando in limite massimo ciò che, di norma, assume la valenza di minimo inderogabile; dopo il tentativo di svolgere due gare di importi ridotti al solo fine di scomporre il servizio affinché potesse essere affidato con procedure più semplificate a fornitori diversi senza particolari confronti concorrenziali; dopo il tentativo di inserire una particole iscrizione ad un albo che avrebbe escluso a priori la possibilità di gareggiare sia al Consorzio il Cammino che a qualsiasi altra cooperativa; alla fine il Comune di Sanremo raggiunge il suo intento: sbattere fuori il Consorzio IL CAMMINO e i suoi lavoratori dalle aree verdi pubbliche comunali.

Questo è il risultato di quanto abbiamo potuto apprendere dall’articolo apparso sul quotidiano La Stampa di sabato 3 luglio 2016.

Il 4 luglio 2016 siamo stati convocati dal Consorzio IL CAMMINO (e dalla consorziata IL SOLCO società cooperativa sociale) al fine di attivare le procedure di integrazione salariale per le 25 persone che a vario titolo erano impegnate nell’appalto della manutenzione del verde pubblico di Sanremo.

Abbiamo chiesto ed ottenuto, in attesa della riunione formale fissata per il giorno 7 luglio 2016, alcune delucidazioni in ordine alle fasi di svolgimento della gara per l’affidamento del nuovo servizio per il biennio 2016-2018.

Abbiamo scoperto, a differenza di quanto velatamente sottinteso nell’articolo citato, che l’apertura delle buste economiche è avvenuta presso il Palazzo della Provincia di Imperia (SUA) il giorno giovedì 9 giugno.

Tuttavia la richiesta formale di esibire le giustificazioni a seguito della valutazione anomala dell’offerta sono state recapitate dal Comune di Sanremo alla capogruppo dell’RTI formato dalla Nuova Malegori – Consorzio IL CAMMINO – Cooperativa Demetra, solo in data 22 giugno.

Dunque ben 13 giorni dopo l’apertura delle buste economiche.

La comunicazione inviata concedeva 15 giorni di tempo per esibire le relative giustifiche.

Dunque sino al giorno 7 luglio, il suddetto RTI è pienamente legittimato a presentare le proprie valutazioni e non si capisce perché avrebbe dovuto anticiparle di ben 7 giorni.

Già ora si porrebbe la prima legittima domanda: ma se le buste economiche sono state aperte il giorno 9 e la richiesta formale è stata inviata ben 13 giorni dopo, come è possibile ora far credere che la colpa di questo ritardo nell’ultimazione delle procedure sia da imputare al raggruppamento che ha presentato l’offerta migliore ?

Inoltre, da quanto ci è stato spiegato dai membri del raggruppamento che ha presentato l’offerta migliore, le operazioni di gara non sarebbero ancora concluse poiché una volta presentate le relative giustifiche la commissione di gara dovrà nuovamente riunirsi per giudicarle congrue o meno, procedere eventualmente all’aggiudicazione provvisoria, procedere altresì ai relativi controlli di rito, addivenire infine all’aggiudicazione definitiva ed attendere ulteriori 35 giorni prima della stipula del contratto.

Dunque un lasso di tempo di circa 45/60 giorni.

Seconda legittima domanda: ma è possibile pensare che tutto ciò non fosse prevedibile già il giorno 9 giugno da esperti nel settore di gare e appalti ?

E’ mai possibile che professionisti di questa esperienza, già al momento dell’apertura delle buste economiche, resisi conto che sarebbe stato necessario un supplemento di documentazione, non siano stati in grado di predisporre una tabella di marcia che inevitabilmente avrebbe richiesto almeno 45 giorni in più ?

Ci hanno anche spiegato che sarebbe stata possibile una consegna anticipata nelle more della stipula del contratto, avvertendoci però che la consegna anticipata è legittima nel solo caso in cui comprovate ragioni di urgenza le richiedano.

Ragioni che, in questo caso, riteniamo non sussistere poiché esiste un gestore, anche se con appalto in scadenza, che avrebbe potuto ovviamente continuare il servizio il tempo stretto necessario per addivenire all’aggiudicazione definitiva.

Invece il Comune di Sanremo, non si capisce il perché, anzi noi lo abbiamo capito benissimo e ne siamo purtroppo molto preoccupati, decide di arrivare a fine scadenza dell’appalto, imputarne la responsabilità al nuovo raggruppamento di imprese anziché alla sua presunta involontaria lentezza, e anziché adottare un provvedimento di buon senso, cioè procedere nel continuare il servizio limitatamente a 45 giorni/60 giorni con l’attuale gestore, decide di far cessare il contratto ed affidare due incarichi provvisori a due ditte locali “Sanremo Piante” la manutenzione ordinaria e “De Faveri Paolo” l’irrigazione.

Il tutto per circa 30.000.

Premesso che siamo ancora in attesa di capire quali siano state le procedure adottate dall’Amministrazione per affidare tali incarichi (infatti a tutto il 4 luglio 2016 non siamo riusciti a trovare sul sito dell’amministrazione trasparente del Comune traccia dei provvedimenti di affidamento) ad esempio cercando di capire se è stato consultato il mercato elettronico della pubblica amministrazione presso il quale ci dicono essere presente un bando aperto in tema di manutenzione di aree verdi o quale tipo di confronto concorrenziale sia stato messo in atto, non ci rendiamo capaci di tale comportamento.

In sostanza l’Amministrazione preferisce adottare due procedure di affidamento a due ditte,anziché assumere la soluzione più trasparente ed economica che sarebbe stata quella di proporre al gestore uscente una sorta di affidamento ponte, a cifre ridotte.

E tutto questo lo giustifica per ragioni di urgenza. Ragioni di urgenza che non ci convincono e che non possono convincere alcuno, visto che con un servizio attualmente gestito non possono esistere ragioni di urgenza.

Anzi diventa più complicato e difficile da giustificare il perché si è dato, e come si è dato, ad altri piuttosto che garantirsi la continuità del servizio.

A tal proposito il Presidente del Consorzio IL CAMMINO questa mattina ci ha dichiarato che non è stato mai contatto per negoziare una possibile continuazione del servizio anche ad importi ridotti e tanto meno non è mai stato contattato per soluzionare con il Comune, il problema dell’occupazione, cosa che invece è stata dichiarata allo scrivente.

Ma se quanto sopra non bastasse a suscitare legittimi interrogativi arriviamo a quanto più ci preme quale organizzazione sindacale. I lavoratori del gestore uscente.

Cinque hanno visto cessare il loro contratto di lavoro mentre tutti gli altri, circa 20, sono già a zero ore e nei prossimi giorni si verificherà la possibilità di attivare le procedure di integrazione salariale. A questo punto la vicenda assume contorni grotteschi.

In sostanza un appalto è in scadenza, la nuova gara di tipo europeo è già stata indetta, le attività del seggio di gara sono in fase di ultimazione, manca poco più di 45 giorni all’aggiudicazione definitiva, e l’Amministrazione così come già fatto a dicembre e ad aprile (ma in quelle occasioni la gara doveva ancora essere indetta) anziché affidare in attesa dell’ultimazione delle procedure del seggio di gara all’attuale gestore ( come logica, economicità, buon senso e trasparenza vorrebbero), decide di affidare ad altri per soli 30/40 giorni provocando un danno alle famiglie dei 25 lavoratori che si ritrovano senza stipendio e forse avranno un sostegno parziale dall’inps a spese dei cittadini.

Non ci si venga a dire che non sarebbe stato possibile fare ulteriori proroghe oltre alle due già concesse (per soli complessivi 7 mesi) poiché ci risulta che recentemente per l’appalto di assistenza di Casa Serena a causa di un ricorso della ditta uscente , è stato prorogato fino a settembre, ricordo che lo stesso è ormai al 59 mese di proroga.

Tutti gli argomenti logici, economici e di trasparenza avrebbero potuto sostenere un affidamento ponte al precedente gestore; quanto meno al solo fine di tutelare l’occupazione in attesa che il nuovo gestore avesse preso effettivamente servizio.

Questi lavoratori invece ora, forse, in parte, graveranno sulle spalle dei contribuenti per questa scelta dell’Amministrazione, con un riduzione del salario che con le difficoltà di oggi costituiranno un serio problema.

Siamo sicuri che se l’Amministrazione avesse voluto avrebbe trovato la forma più idonea (proroga, affidamento diretto, procedura negoziata senza bando etc..) a tutelare tutti gli interessi in gioco. Invece non lo ha fatto e vorremmo veramente sapere il perché di questa miopia.

Il vero problema è che ormai il CONSORZIO IL CAMMINO era diventato fornitore inviso al Servizio Beni Ambientali da meritarsi di essere allontanato con ogni mezzo e ad ogni costo, anche quello di mettere in crisi 25 lavoratori, credo che una risposta e un chiarimento su tutta questa situazione imbarazzante più che lo scrivente la meritano i lavoratori che da mesi sono ormai consapevoli di non essere più graditi”.

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