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Ventimiglia, il centro culturale islamico condanna la strage di Nizza foto video

Il portavoce Taki Hassan: "Siamo per la costruzione, non per la distruzione: questa è la vera vocazione dell'Islam"

Ventimiglia. “La notizia della strage di Nizza ci ha devastato”. E’ una dura condanna all’attentato terroristico che ha colpito, giovedì scorso, il cuore della Costa Azzurra, quella pronunciata da Taki Hassan, portavoce del centro culturale islamico della città di confine.

“Appresa la notizia di quanto successo”, dichiara Hassan ai nostri microfoni, “Siamo stati devastati dal dolore. Il giorno successivo, venerdì, abbiamo tradotto in tre lingue il sermone, condannando apertamente questo atto abnorme, barbaro e truce che non ha nessun colore e non ha nulla a che fare con la nostra religione: prova ne è che tra le vittime si contano anche diversi musulmani”.

84 vittime, oltre 200 i feriti: questo il bilancio dell’attentato rivendicato dall’Isis e compiuto per mano di Mohamed  Lahouaiej Bouhlel, il 31enne di origini tunisine, residente a Nizza, autore della carneficina sulla promenade des Anglais. A bordo di un camion frigo noleggiato, l’uomo ha percorso la promenade a velocità folle, investendo il maggior numero possibile di persone e trasformando così, la festa del 14 luglio, in un giorno di morte.

“Dicono che lo facciamo ogni volta”, ha aggiunto Hassan, riferendosi ai numerosi attentati che vedono la regia dei terroristi, “Ma qui in Europa noi siamo milioni e c’è sempre una mela marcia. Noi, come centri islamici, cerchiamo di educare i nostri figli, il nostro futuro, e di far conoscere quella che è la vera religione musulmana. La verità è che ci vogliono più imam capaci di farlo”.

Il portavoce del centro culturale islamico ha voluto precisare quelli che sono i pilastri fondanti della sua religione. Come la “carta di Medina”: “1400 anni fa il nostro profeta ha dato protezione ai cristiani”, ha spiegato, “Quindi queste persone che uccidono in nome della nostra religione, in realtà non hanno nulla con l’Islam. Per quanto riguarda la guerra, il profeta ha elencato dieci punti. Uno dice: “non si toccano donne e bambini”. A Nizza, quanti ne sono morti?”.

“Chiedo scusa a nome di tutti noi per questo atto”, ha concluso Taki Hassan, “Cerchiamo di lavorare insieme per  isolare queste frange estreme che sono pericolose non solo per voi, ma anche per noi e per la nostra religione.
Noi siamo per la costruzione, non per la distruzione: questa è la vera vocazione dell’Islam”.

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