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Ventimiglia, caso Civitas. Il consigliere Ballestra chiede le dimissioni della giunta Ioculano

"Il pesce puzza sempre dalla testa", commenta il consigliere di minoranza

Ventimiglia. “Qualcuno potrà pensare che il consigliere comunale Giovanni Ballestra sia impazzito, sia stato colpito da una grave patologia cerebrale che lo ha avulso dalla realtà che lo circonda e da quanto di interessante possa in questo periodo accadere intorno a lui”, a scriverlo è lo stesso consigliere di opposizione, che continua: “Si è fissato con questa Civitas che in passato non aveva mai appoggiato, in quanto modello amministrativo di tendenza sinistroide e quindi carrozzone, covo di trombati”.

“State tranquilli amici e conoscenti”, aggiunge il consigliere, “Sono nel pieno delle mie facoltà mentali, lucido e assolutamente non pentito delle visioni passate su Civitas. Detto questo, mi sento in dovere di approfondire l’argomento perché a mio avviso questa pratica dimostrerà che in due anni di amministrazione Ioculano si sono susseguiti una serie di errori amministrativi e politici che meriterebbero la sfiducia e le dimissioni del sindaco e della sua giunta”.

“Leggere che la politica che governa Ventimiglia oggi sia parte lesa e ingannata da dipendenti o persone di fiducia mi fa sobbalzare dalla sedia, tanto più quando poi si leggono gli articoli dei giornali online che, a quanto pare, forniscono dettagliati documenti che hanno generato il disastro della liquidazione Civitas”, continua Ballestra, “Penso di poter affermare che se qualcuno è parte lesa ed è stata INGANNATA è la cittadinanza di Ventimiglia, prima con le elezioni del 2014, basate sulla MENZOGNA, poi con l’inerzia amministrativa e complice che ha assecondato il PASTICCIO CIVITAS. O si fa il sindaco o si fa il turista! O si fa l’assessore o si fa l’avvocato.
Inutile OCCUPARE poltrone non nell’interesse pubblico, esporsi e risolvere problemi”.

Duro l’attacco del consigliere: “Siete stati solo capaci di scrivere letterine utili sono a pararvi da responsabilità e raccontare sempre che io non c’ero e se c’ero dormivo”, che conclude: “Dopo due anni questa storiella ha annoiato e non è più credibile, la cittadinanza ne ha preso coscienza, resta solo che anche l’amministrazione lo faccia e, con un atto di sana civiltà consapevole della assoluta inadeguatezza al ruolo si dimetta, penso che la città esternerebbe stima e gratitudine”.

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