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Strage di Nizza, tra le vittime del terrore nel centro psicologico

Sono considerate le vittime bianche del killer del camion bianco

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Nizza. Incubi e tormenti difficile per chi è sopravvissuto alla follia omicida di Mohamed Lahouaiej Bouhlel poter dimenticare quel camion bianco che ora appare ovunque anche nelle stanze del Cum, il Centre universitaire méditerranéen  ora trasformato in una sorta di ospedale. Sono ospitati i feriti, ma ci sono anche quelli che pur non avendo un graffio sulla pelle lo hanno nel cervello. C’è bisogno di psicologi soprattutto per i bambini. Hanno visto la morte in faccia. Alcuni hanno perso genitori, nonni, zii. Li avevano accompagnati giovedì scorso sulla Promenade des Anglais a vedere i fuochi. Erano felici quella sera, ora solo lacrime, disperazione e occhi persi nel vuoto.

Sono considerate le vittime bianche del killer del camion bianco. Hanno bisogno di sostegno psicologico e sará dura superare quei traumi subiti in una sera di festa per tutti. Terrore e anche senso di colpa per non aver fatto abbastanza sono i pensieri che tormentano gli ospiti del Cum. Giovani e meno giovani che giovedì sono scampati alla strage e che si sentono miracolati. Ma per loro inizia il periodo piú difficile: cancellare dalla memoria quanto accaduto solo tre giorni fa.

Così spiega la direttrice Elisabeth Martin: “Non pensavamo che questa struttura sarebbe diventata un centro così importante. Va anche detto che la risposta degli psicologi del territorio è stata formidabile: tantissimi quelli che si sono resi disponibili ad aiutare“. E sulla Promenade, anche la domenica mattina, è un pellegrinaggio continuo. C’è chi porta un fiore, chi un peluche per un bambino che non c’è piú, ma è iniziato anche il turismo macabro. Comitive di turisti che passeggiano a colpi di selfie nella Promenade dell’orrore sotto lo sguardo contrariato dei nizzardi e della polizia che continua a sorvegliare una passeggiata che giovedì sera si è trasformata in un cimitero di vittime innocenti.

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