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Strage di Nizza: quel sottile filo rosso che collega l’attentatore a Ventimiglia

I rapporti con un albanese con precedenti penali proprio nella città di confine

Ventimiglia. La Procura della Repubblica di Nizza indaga su più fronti per capire chi possa aver dato una mano a Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l’autore della strage del 14 luglio sulla Promenade des Anglais. A rivelare qualcosa ci potrebbero pensare le tre persone in messe in stato di fermo dall’antiterrorismo francese. La prima persona è un albanese di 37 anni – come scrive La Repubblica – e addirittura in questa vicenda c’entrerebbe anche la vicina Ventimiglia.

Infatti l’albanese in stato di fermo con la moglie e sarebbe la persona che avrebbe recuperato per “Momo” la calibro 7.65 che il tunisino attentatore dell’Isis avrebbe impugnato quella maledetta sera. E su Ventimiglia si stanno indirizzando le indagini degli inquirenti, visto che l’albanese ha precedenti penali proprio nella città di confine.

Le altre due persone sono uno spacciatore d’origine nordafricana che avrebbe fatto da intermediario per la consegna della pistola, oltre ad essere il destinatario dell’Sms di “Momo” inviato il 14 luglio alle 22.27. E infine un tunisino con un passato in Puglia recente.

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