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Strage di Nizza, controlli insufficienti e la polizia finisce sotto inchiesta

Una testimonianza metterebbe in luce tutte le falle della sicurezza di quella sera lungo la Promenade des Anglais

Nizza. Quando si dice chi controlla il controllore. Durante la strage del 14 luglio scorso alla Promende des Anglais non c’era la polizia nazionale o il numero di uomini e mezzi era insufficiente. Inoltre sarebbero state fatte pressioni per modificare i rapporti sui filmati della videosorveglianza. Ci sarebbero delle falle nella sicurezza della drammatica sera di Nizza.

Ci sono nuove importanti rivelazioni, dopo l’inchiesta di Liberation. Situazione a dir poco imbarazzante che rischia di alimentare altre polemiche e le critiche al ministero dell’Interno francese. Per Sandra Bertin,responsabile della videosorveglianza di Nizza sostiene di aver “subito insistenze per un’ora. Mi è stato ordinato di indicare le posizioni specifiche della polizia nazionale, che io negli schermi non ho visto”. Ma il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve parla di “gravi accuse” e annuncia una querela per “diffamazione”. “Sarebbe molto utile che Sandra Bertin fosse ascoltata dagli inquirenti e potesse fornire loro le identità e le mansioni delle persone che chiama in causa, le email di cui parla e il loro contenuto”, interviene Cazeneuve in una nota.

A proposito: va rilevato come il controllo e la gestione delle 1300 telecamere della città sia proprio sotto l’occhio dell’agente Sandra Bertin. “Per tutto il resto della mia vita sarà impossibile dimenticare quei momenti. Proprio alle 22 e 30 abbiamo visto il camion sulla Promenade. Andava ad una velocità di 90 km all’ora a fari praticamente spenti. Gli agenti non riuscivano a fermarlo. Non puoi far scoppiare una gomma di un mezzo di 19 tonnellate con una pistola. In più, diversi agenti della polizia municipale erano mescolati tra la gente che aveva appena assistito allo spettacolo dei fuochi d’artificio”. Secondo la stessa Sandra Bertini “gli agenti erano in borghese e non erano armati”.

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