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Spiagge, approvato l’emendamento che restituisce validità alle concessioni

"Apprezziamo la concretezza e la tempestivita' dell'intervento che consentira' ai concessionari di affrontare la stagione estiva 2016 con un minimo di tranquillita', in attesa che venga definito il nuovo quadro normativo"

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Roma. È stata approvata la norma “salva stabilimenti balneari” dopo che la Corte di giustizia europea ha bocciato la proroga automatica delle concessioni per gli stabilimenti balneari fino al 2020. La commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento del relatore al dl Enti locali che rende “validi i rapporti già instaurati e pendenti”, ovvero le concessioni in atto degli stabilimenti balneari, “nelle more della revisione e del riordino della materia in conformità ai principi di derivazione comunitaria”, che dovrebbe arrivate entro ottobre, per “garantire certezza alle situazioni giuridiche in atto, e assicurare l’interesse pubblico all’ordinata gestione del demanio”.

Lo stesso emendamento – scrive l’agenzia di stampa Public Policy – elimina l’attuale (ed ennesimo) termine del 30 settembre 2016, entro il quale, in base a quanto stabilito dalla legge di Stabilità 2016, sarebbe dovuta arrivare la riforma del comparto dei canoni demaniali marittimi. Eliminando questo termineviene inoltre eliminato un termine temporale, che viene ad essere la nuova attesa riforma delle spiagge, per la ‘sanatoria spiagge’, ovvero la sospensione dei procedimenti amministrativi pendenti alla data del 15 novembre 2015, avviati dalle amministrazioni competenti per la sospensione, la revoca e la decadenza di concessioni.

“Apprezziamo la concretezza e la tempestivita’ dell’intervento che consentira’ ai concessionari di affrontare la stagione estiva 2016 con un minimo di tranquillita’, in attesa che venga definito il nuovo quadro normativo”. Cosi’ il presidente di Federalberghi Bernabo’ Bocca commenta l’emendamento al ddl enti locali approvato dalla Camera dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea che la scorsa settimana ha detto no alla proroga automatica fino al 2020 delle concessioni demaniali agli stabilimenti balneari.

“Chiediamo che il recepimento delle disposizioni comunitarie – prosegue Bocca – tenga conto della peculiare condizione in cui versano gli alberghi. Se una struttura ricettiva balneare viene privata della possibilita’ di fornire ai clienti i servizi di spiaggia, l’intero modello di accoglienza viene messo in crisi con gravi ripercussioni per l’economia locale e perdita di posti di lavoro”.

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