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Spese pazze in Regione, l’imperiese Franco Bonello condannato dalla Corte dei Conti

L'ex consigliere dovrà risarcire le casse della Regione per 67 mila euro

Imperia. Nell’ambito delle indagini sulle cosiddette “spese pazze”, che riguardano i gruppi consiliari in regione Liguria, i giudici della Corte dei Conti, a distanza di pochi giorni, hanno emesso la seconda sentenza di condanna per danno erariale. A dover risarcire le casse della Regione due ex consiglieri del gruppo Unione di Sinistra-Sinistra Europea, si tratta dell’imperiese Franco Bonello e Giacomo Ronzitti. Sono stati condannati a 67 mila euro e 46 mila euro. Assolti, invece, tutti i membri della commissione rendiconto, incaricata di verificare le spese sostenute dal gruppo nel 2008. Anche in questo caso, cosi come già avvenuto per Roberta Gasco e Lorenzo Casté, la procura contabile ha evidenziato numerosi illeciti nelle fatture di giornali, che in alcuni casi risulterebbero false, nelle spese riguardanti convegni e riunioni, oltre che spese per pranzi e cene.

I giudici, nella sentenza, sottolineano come le spese contestate dal pm siano da ritenersi ingiustificabili, oltre che “non rimborsabili e come tali fonte di danno erariale. Peraltro la stessa entità delle spese di ristorazione rispetto a tutte le altre, rende del tutto inverosimile il loro collegamento con le finalità istituzionali del Gruppo, salvo dover ammettere che il funzionamento del Gruppo e le finalità istituzionali si siano espletate e abbiano avuto luogo prevalentemente nei ristoranti, nelle pizzerie e nei bar”. Da qui la condanna per Bonello a dover risarcire le casse della Regione.

Per i magistrati, però, deve essere condannato anche Ronzitti, in quanto pur non essendo sue le spese considerate illegittime, ha approvato il rendiconto del suo gruppo. “Il Ronzitti, con l’uso dell’ordinaria diligenza – scrivono i giudici - stante la mancata produzione da parte del Bonello di qualsiasi elemento idoneo a dimostrare l’inerenza delle spese alle esigenze istituzionali del Gruppo, avrebbe dovuto opporsi all’approvazione del rendiconto, anziché sottoscrivere il verbale di approvazione attestando che vi era stata una attenta analisi dettagliata del rendiconto”

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