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Sanremo, “Sei minorenne non bevi”: padre ringrazia locale. Ma l’abuso di alcol tra i giovani dilaga

Nonostante il divieto di servire alcolici, in provincia gli under 18 alzano il gomito: ora a preoccupare è "binge drinking"

Sanremo. Un genitore ringrazia il gestore di un locale: “A mia figlia non sono stati serviti alcolici perché minorenne”, scrive al nostro giornale, “So che dovrebbe essere la normalità, ma visto che purtroppo non lo è, voglio ringraziare pubblicamente chi ha impedito ad una sedicenne di bere alcol”.
Ringraziamenti quasi banali, che banali però non sono. Anche in provincia sta dilagando il “binge drinking”: la moda tutta inglese di bere tutto il più possibile fino a perdere il controllo.

Troppi giovani e giovanissimi in Liguria – provincia di Imperia inclusa – consumano abitualmente alcolici. A lanciare l’allarme è l‘istituto Superiore di Sanità, con dati e tendenze preoccupanti che confermano che anche in regione ci sia un abuso di sostanze alcoliche tra gli adulti, così come tra i ragazzi.
A preoccupare, sono soprattutto i dati relativi ai giovani e giovanissimi: tra i minori di 18 anni, il 40% ha già consumato bevande alcoliche. Eppure, la vendita di alcolici è vietata ai minori. Duro il commento di Gianni Testino, responsabile del Centro Alcologico Regionale presso l’ospedale San Martino, “E’ un dato che non ci possiamo permettere”.

A bere alcolici si inizia presto, ancora bambini: il primo drink si assaggia tra gli 11 e i 15 anni.

“Il problema del consumo di sostanze alcoliche tra i giovani, così come durante la gravidanza, riveste oggi, alla luce dei dati epidemiologici, una notevole importanza e a volte manca di conoscenze adeguate proprio tra i giovani”, scrive l’ISS, che proprio sull’alcol ha raccolto dati invitando tutte le scuole secondarie di secondo grado, statali e non statali, a prendere parte su base volontaria ad un’indagine volta a permettere iniziative mirate a prevenire comportamenti e rischi correlati all’abuso di alcol.

“Ricordiamo che un bambino assumendo alcol rischia più di altri – ha spiegato Testino – al di sotto dei 18 anni abbiamo infatti un 38% di probabilità in più di evolvere verso la dipendenza, oltre ai danni arrecati al sistema nervoso centrale”. Il recupero è possibile ma, avverte il professore, “se la modalità di consumo prosegue per uno o due anni le lesioni cerebrali diventano irreversibili”.

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