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Sanità in provincia, il punto di vista di Rifondazione Comunista

"Specie il Pronto Soccorso di Imperia si riempie di pazienti che stazionano in barelle per mancanza di spazi idonei"

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Scrivono dalla Federazione Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista: Prima il decreto Lorenzin sulla cosiddetta “appropriatezza “ nella prescrizione di circa 200 esami diagnostici e poi il “dietro front” di questi ultimi giorni dopo la mobilitazione di medici e pazienti . Sarebbe stato l’affondo definitivo su quel poco che resta della medicina preventiva e della cura delle malattie croniche. Augurando buon lavoro al nuovo Direttore Generale dr Prioli , il dipartimento sanità della federaz provinciale del partito della Rifondazione Comunista denuncia la drammatica carenza di personale sanitario specie quello infermieristico . Ciò costringe alla riduzione di posti letto in numerosi reparti tipo le Medicine ma anche le Rianimazioni , la riduzione di sedute operatorie e l’ulteriore allungamento dei tempi di attesa in molte specialistiche ambulatoriali.
Gli attuali poco più di 500 posti letto per acuti sono notevolmente al di sotto di quanto previsto per legge cioè 3 x 1000 abitanti ( che per una popolazione in provincia di circa 215 mila abitanti fa 645 ). Dunque mancano più di 100 posti letto in una provincia dove non si è investito in nuovi servizi ma anzi si sono fatti ulteriori tagli tra cui il declassamento del Pronto Soccorso di Bordighera a semplice punto di Primo Intervento senza letti di astanteria e dove le “fughe “ di pazienti fuori regione comporta una spesa di alcune decine di mln di euro l’anno.
Al di sotto degli standard nazionali fissati dal decreto Balduzzi risultano anche i letti di Riabilitazione per cui molti pazienti continuano ad occupare raparti acuti senza invece poter andare in reparti riabilitativi , fondamentali per i pazienti anziani , neurologici e traumatologici. Ne consegue che specie nei periodi di picco influenzale o d’estate per la presenza di migliaia di turisti , i Pronto Soccorso vengano presi d’assalto e non riescano a ricoverare i pazienti nei reparti che risultano al completo.

Specie il Pronto Soccorso di Imperia si riempie di pazienti che stazionano in barelle per mancanza di spazi idonei.
A fronte di queste criticità , la Regione Liguria , invece di far propri alcuni nuovi LEA nazionali tra cui la dispensazione gratuita degli alimenti aproteici nei paz affetti da grave Insufficienza renale cronica ( un vero e proprio ticket di circa 100 euro al mese a paziente !!) , decide incautamente la revoca della distribuzione pubblica diretta di farmaci ad alto costo che in questi anni aveva determinato un consistente risparmio per l’ASL . Non ci sembra un esempio di razionalizzazione ma l’ennesimo regalo al privato , in questo caso alle farmacie private. A suo tempo anche lo smantellamento dei posti RSA pubblici a Costarainera per spostarli in convenzione presso le Case di Riposo non si dimostrò una scelta razionale , a fronte di un mancato risparmio e di più numerosi rientri dei pazienti al Pronto Soccorso”

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