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Saldi estivi 2016, i commercianti della Riviera: “Nessun boom ma neppure un flop”

E’ quanto emerge da una prima indagine condotta fra i commercianti di Imperia, Sanremo, Bordighera e Ventimiglia

Imperia. Nessun boom, ma neppure un flop. In Riviera i primi sette giorni di saldi estivi 2016 hanno fatto registrare un andamento in linea con quello dell’anno passato: “corsa all’acquisto” nella data di partenza e poi progressivo stazionamento. E’ quanto emerge da una prima indagine condotta fra i commercianti di Imperia, Sanremo, Bordighera e Ventimiglia.

I saldi sono partiti più o meno come l’anno scorso” – spiega Flavio Alborno di Franco, storico negozio di calzature di corso Matteotti a Sanremo, e vice presidente della rete d’impresa Sanremo On –. “I primi giorni hanno richiamato un notevole interesse da parte dei consumatori che sono andati alla ricerca del cosiddetto affare acquistando gli articoli di cui avevano maggiormente bisogno. Successivamente l’andamento si è stabilizzato”.

Una stabilizzazione fisiologica sottolineata anche da altri negozianti sanremesi, tra cui Marco De Fabbio di Nuovi Volti, Cristina Tinelli dell’Albero Blu, Laura Bisato di Nara Camicie; e Antonio Fontanelli, titolare dell’omonimo negozio di abbigliamento di via Carli che aggiunge: “La giornata di sabato è partita brillantemente. Domenica la situazione è stata un po’ lenta ma i giorni seguenti è ripartita trovando un suo livello di continuità e suscitando interesse soprattutto fra gli stranieri, in particolare i russi. Rispetto i saldi invernali infatti, quelli estivi sono favoriti dalle presenze turistiche che ampliano notevolmente il nostro bacino di utenza. Anche se quest’anno purtroppo, come è stato comunicato di recente, c’è stato un calo del 30% negli arrivi”.

Sempre da Sanremo, “il mancato arrivo dei turisti”, continua Paolo Lavista della prestigiosa boutique Spinnaker, “turisti in particolare stranieri che con la loro alta propensione alla spesa tendenzialmente vanno a compensare la frenata all’acquisto dell’italiano, è di certo tra le prime ragioni a cui imputare il trend stazionario di quest’anno. In secondo luogo non bisogna dimenticare le campagne di svendita sia online che nei negozi le quali si susseguono ininterrottamente già mesi prima della data ufficiale di inizio saldi. Tutto ciò sommato al quadro economico ancora precario e a cui i consumatori devono far fronte, può spiegare senza dubbio il calo di entusiasmo registrato in questi saldi estivi 2016 al di là del primo giorno”.

Anche se, come sottolinea Luca Lombardi di Hipe, all’angolo fra via Roma e via Carli: “la fortuna dei commercianti, almeno dal canto mio, è dovuta al cliente affezionato. Se il calo delle presenze e la crisi economica non hanno favorito il boom del fenomeno saldi, il grande colpo lo si fa comunque con l’acquirente di routine. In questa settimana ho visto molti visi conosciuti, non solo locali, visi affezionati che curo da anni e che vengono a servirsi da me direttamente dal nord Italia, e dalla fascia costiera che va da Marsiglia ad Alassio”.

Marco Pastore, storico titolare dell’omonimo negozio di abbigliamento di via Cascione a Imperia, solleva invece un’altra questione: “Quest’anno la stagione dei saldi è partita molto presto, quasi in concomitanza con il mese stesso di luglio, aspetto che può risultare particolarmente problematico. Alcuni articoli che generalmente si iniziano a vendere nel mese di maggio, a causa del condizioni meteo incerte, sono stai fermi fino a giugno. Parlo delle categorie merceologiche quali sandali, bermuda etc. In questo modo risultano quasi in saldo quando la stagione deve ancora iniziare e questo non ci aiuta, ci troviamo ad avere l’assortimento quasi pieno a prezzi scontati. In ogni caso l’input generale è di costanza e andamento medesimo a quello del 2015”.

Altro scenario invece a Bordighera, dove regna un clima di totale positività; anzi tra qualche commerciante c’è addirittura chi dice che “quest’anno sta andando ancora meglio di quello passato. Unica pecca? Aver dovuto rinunciare alla prima notte di saldi, La notte bianca, saltata per mancanza di adesioni“.

Contesto completamente diverso a Ventimiglia dove gli esercenti intervistati tratteggiano una settimana alquanto negativa dovuta all’assenza dei consumatori abituali, i francesi. “La colpa“, dicono, “è da imputare alla pubblicità negativa di giornali e tv che parlano della situazione migranti“.

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