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Riva Ligure, presentato lo Spazio Espositivo Multimediale dedicato al sito archeologico di Capo Don foto

L'apertura è prevista per la primavera/estate 2017

Riva Ligure. È stato presentato, in concomitanza con la conclusione della tradizionale campagna scavi, lo Spazio Espositivo Multimediale dedicato al sito archeologico di Capo Don. Il nuovo museo, fortemente voluto dalla Civica Amministrazione e progettato da Sergio Raimondo, sorgerà nel locale a pianoterra del Palazzo Comunale, attualmente adibito ad ufficio dei Servizi Sociali, e sarà ultimato entro il prossimo dicembre. L’apertura è prevista per la primavera/estate 2017.

La nascita dello Spazio Espositivo Multimediale dedicato agli scavi archeologici di Capo Don – ha dichiarato il Sindaco Giorgio Giuffra – è il coronamento di tanti anni di lavoro. Siamo certi che potrà diventare un’attrazione dal punto di vista turistico, restituendo una certa vitalità al nostro centro storico. Riva Ligure, con il nuovo museo, diventa ancora più bella e conferma la sua attenzione nei confronti delle proprie radici e del proprio patrimonio storico culturale.”

Alla presentazione, oltre al Sindaco accompagnato dalla sua Giunta e dal Presidente del Consiglio Comunale Martina Garibaldi, erano presenti Luigi Gambaro, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Citta’ Metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona, e Philippe Pergola, decano del Pontificio istituto di Archeologia Cristiana.

Come previsto dal Codice dei Beni Culturali – ha fatto presente Gambaro – da parte delle Amministrazioni periferiche dello stato (in particolare Comuni e Regioni) è richiesto un importante coinvolgimento in particolare per affiancare lo Stato nelle attività di valorizzazione dei beni culturali; in campo archeologico ad esempio a seguito di scavi archeologici è obbligo dell’Amministrazione pubblica nel suo complesso di sforzarsi per mettere in atto interventi conoscitivi delle realtà indagate a favore del fruitore istituzionale per eccellenza, il cittadino, che solo conoscendo e apprezzando l’unicità e la ricchezza infinita del proprio patrimonio storico-culturale sarà in grado di maturare una coscienza civile rispettosa e partecipata. Va fatto un plauso da parte del MIbact al Comune di Riva Ligure, – ha proseguito – che nei primi anni di questo ultimo millennio ha offerto un aiuto tecnico-logistico ed economico fondamentale per la realizzazione di ben sette anni di ricerche sul campo, affidate a diversi gruppi di lavoro presenti a vario titolo e con diversi coinvolgimenti nel fondamentale settore dell’indagine di scavo e di rilievo. Ma si è anche attivato per individuare nel centro del paese un piccolo spazio museale che offra al visitatore un primo contatto scientificamente corretto nei contenuti ma anche emozionale, suscitando la curiosità e l’interesse per andare a visitare poi il sito archeologico di Capo Don. Grazie alla stretta collaborazione tra Comune, Progettazione e Soprintendenza – ha concluso – il progetto è giunto ad una fase di ormai imminente e prossima approvazione per quanto riguarda tutte le autorizzazioni previste dalla legge, mentre si sta avviando grazie anche alla collaborazione offerta dal Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, da anni collaboratore scientifico e concessionario degli scavi, la fase di individuazione dei contenuti scientifici e divulgativi che andranno a rivestire tale spazio espositivo utilizzando le più moderne modalità di comunicazione visiva.”

Considerata l’importanza scientifica del sito di Capo Don e la realizzazione dello Spazio Espositivo Multimediale, Riva Ligure si candida così a diventare la capitale transfrontaliera dell’archeologia paleocristiana.

La basilica indagata, per grandezza, – ha ricordato infatti Philippe Pergola, sottolineando che in 104 campagne in 40 diversi Comuni non ha mai incontrato appoggio ed entusiasmo pari a quelli dell’Amministrazione di Riva Ligure – non ha equivalenti nell’Italia settentrionale fra quelle fuori dai centri urbani.”

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