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Rete a Sinistra esprime dubbi e critiche su A.Li.Sa, la nuova azienda sanitaria di Regione Liguria

Gianni Pastorino: "DDL Viale inefficace, la sanità ligure è una bomba innescata"

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Genova. Gianni Pastorino di Rete a Sinistra, scrive quanto segue:

Questo pomeriggio discussione in Commissione consiliare Salute particolarmente complessa: sul tavolo il disegno di legge che sancisce la nascita di A.Li.Sa, la nuova azienda sanitaria di Regione Liguria. Notevoli le criticità emerse. Il punto di vista di Rete a Sinistra: «Il testo presentato dall’Assessore Viale non risolve la situazione: la sanità ligure è una bomba innescata – dichiara il consigliere regionale Gianni Pastorino -. Oggi, però, stiamo pagando anche le scelte che in passato non sono state compiute.

Quindi: mancata integrazione sociosanitaria, spinta eccessiva all’ospedalizzazione, scarsa attenzione nei confronti dei territori, deprivazione di servizi sanitari in zone particolarmente fragili. A questo si aggiunge la carenza cronica di personale, la mancanza di aggiornamento e di una vera formazione continua, l’inadeguatezza o addirittura la fatiscenza di molte strutture. A.Li.Sa. non potrà disinnescare l’ordigno-sanità, pronto a esplodere da un momento all’altro».

Molte le domande e le perplessità sollevate dalle opposizioni: «anzitutto non è chiaro il ruolo che questa nuova azienda dovrà avere – prosegue Pastorino -; in molti sono d’accordo che ci sia un problema di incompatibilità con la normativa nazionale, che attribuisce il compito della programmazione alla Regione e non a un’azienda, come vorrebbe il DDL Viale all’articolo 3 comma 1 e comma 2, lettere B e D».

«Inoltre ci sono lacune nel chiarire i rapporti che A.Li.Sa dovrà tenere sia con le altre aziende sanitarie, sia con le Aree Territoriali e Ospedaliere di cui si parla all’articolo 12 del provvedimento – sottolinea Pastorino -. Ma a preoccupare è tutto l’insieme dei rapporti con gli Enti Locali, e in particolare con le Conferenze dei Sindaci: così il rischio è di aumentare lo scollamento dal territorio e dalle reali esigenze che provengono dal basso».
E poi c’è la partita del personale: «abbiamo espresso molti dubbi; non tanto sugli inquadramenti contrattuali, quanto semmai sull’organizzazione della forza-lavoro, anche in relazione al salario accessorio. Qui potrebbero emergere contraddizioni, e disagi conseguenti – conclude Pastorino -. Insomma: la giunta dice che vuole risparmiare e accorpare, e poi crea una nuova azienda. Un’altra. Che senso ha? Non è questa la misura che risolverà i problemi che attanagliano la sanità ligure».

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