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Questione migranti: amministrazione messa al muro. In consiglio comunale volano gli stracci foto

Insulti e minacce al sindaco: "Ora ti aspettiamo fuori"

Ventimiglia. Urla, insulti, minacce ed esposizione di striscioni hanno più volte interrotto il lungo consiglio comunale incentrato sull’emergenza migranti.

Clima teso e bollente in una sala consigliare strapiena: residenti delle Gianchette e di Bevera, rappresentati di “Ventimiglia confine solidale” e persino gli scout: nell’assise di ieri sera non è mancato davvero nulla. Il presidente del consiglio Domenico De Leo ha più volte provato a calmare gli animi infuocati di cittadini ormai alla canna del gas. Ma non c’è riuscito, tanto che, intorno alle 23,00, è stato necessario interrompere il consiglio comunale per una decina di minuti.

Da una parte l’opposizione, agguerrita e spalleggiata dal pubblico. Dall’altra il sindaco Enrico Ioculano, praticamente solo a tentare di difendere l’operato dell’amministrazione in un anno di emergenza.
Presente in aula una nutrita delegazione di residenti delle Gianchette, che da quasi due mesi convivono con i migranti. Per loro, all’inizio dell’assise, ha preso la parola Alberto Maggi, eletto rappresentante dai residenti. A lui il compito di consegnare un documento sottoscritto da tutti al presidente De Leo, perché leggesse al Consiglio le parole dei cittadini, esasperati da una convivenza forzata. Cosa chiedono i cittadini? “Che questa povera gente ammassata sul greto del fiume e nel parcheggio venga messa in condizioni di vita adeguata”. Ma non a Ventimiglia: “Chiediamo chiusura parco Roja”. I cittadini si dicono pronti a marciare prima ad Imperia, in Prefettura, e poi direttamente a Roma, per far valere i loro diritti.

A prendere la parola è stato poi il consigliere di opposizione Silvia Malivindi, che ha ricordato le condizioni di vita disumane in cui sono costretti i migranti: “Dormono per terra, in un parcheggio. Così muoiono i loro diritti e anche quelli dei cittadini”. “Nessuno pretende che il sindaco risolva stasera questo problema”, ha dichiarato la Malivindi, “Quello che viene chiesto è che da questo consiglio comunale si esca con una posizione univoca da portare di fronte al prefetto. Viene chiesto che queste persone che si trovano in condizioni disumane vengano trasferite in strutture idonee a gestire l’accoglienza”. Strutture lontane dalla città “perché a Ventimiglia questi centri non devono stare”.
A replicare è stato il sindaco Enrico Ioculano, che ha iniziato il suo discorso ringraziando i cittadini, in particolar modo i residenti delle Gianchette “per lo sforzo, la tolleranza e lavicinanza dimostrati in questo mese. E’ evidente che se c’è questa forte vicinanza con un popolo che è in fuga per diverse esigenze questo non può che far meritare un plauso ai ventimigliesi”: ha dichiarato Ioculano.

Le sue parole, però, non sono state ben accolte dai presenti, che hanno a più riprese contestato il sindaco. Soprattutto quando questi ha spiegato che al parco Roja, al momento, non ci sono soluzioni alternative. “Pensare a trasferimenti tout court è oggettivamente impossibile”.
Alle contestazioni del pubblico, per le quali a più riprese è stato chiesto l’intervento della polizia municipale presente, si sono aggiunte quelle dei consiglieri di opposizione. Carlo Iachino: “Viviamo una situazione drammatica, siamo sull’orlo della disgregazione sociale. Come risolverla? Ventimiglia sta diventando una periferia di Liguria nel peggior senso del termine e il sindaco non ha mai preso una posizione, ha sempre navigato a vista senza far niente”.

“E’ vergognoso che ci sia stato qualcuno in grado di lasciare accadere quello che è accaduto a Ventimiglia”, ha dichiarato il consigliere Giovanni Ballestra, “E questo qualcuno ha un nome e un cognome: si chiama Partito Democratico. Quello che è stato capace di offrire è solo un’accoglienza qualunquista, disorganizzata e incapace. Credo che peggio di così non si potesse fare”. Sbagliatissima, anche secondo Ballestra, la scelta di allestire un campo al parco Roja.
“Il sindaco ha dichiarato che in un anno, a Ventimiglia, sono transitati 30mila migranti”, ha continuato Ballestra, “Erano regolari oppure no? Se no lo erano, si può tollerare una cosa del genere? Qualcuno a questi ragazzi deve spiegare che in Francia non si può andare e quindi cosa cambia se stanno a Ventimiglia o altrove. Garantire l’accoglienza è una cosa, far fare alla gente quello che vuole, abbiate pazienza, ma è ora di finirla!”.
“Abbiamo vissuto sulla nostra pelle un’inefficienza totale: le regole democratiche in questo paese, in questa vicenda, in questa città, hanno clamorosamente fallito”, ha concluso Ballestra, “Se non ci fossero state delle persone a rimboccarsi le maniche, cosa sarebbe successo? Ma dov’è lo Stato?”.

Ma a scatenare l’ira dei presenti sono state le parole del consigliere di maggioranza Mauro Lazzaretti che, rivolgendosi al pubblico in sala, ha chiesto cinque euro per acquistare una ciabatta e permettere così ai migranti di ricaricare i loro cellulari.

A fatica, De Leo è riuscito a contenere gli animi. Alla richiesta di Lazzaretti, oltre a fischiare ed insultare, il pubblico si è alzato in piedi mostrando striscioni di protesta.

A chiudere l’animato consiglio comunale sono state le parole, lapidarie, del consigliere di opposizione Roberto Nazzari: “Avete gli occhi foderati di prosciutto. L’errore più grande che è stato commesso è stato quello di allestire il centro per migranti al parco Roja: Ventimiglia diventerà come Calais. L’unica cosa che il sindaco ha saputo fare è stato dimettersi dal PD: io per solidarietà ho dato indietro la tessera della bocciofila di Roverino”.

La protesta dei cittadini non si è fermata con la fine del consiglio: una volta fuori, i ventimigliesi hanno continuato la contestazione, esponendo gli striscioni che erano stati invitati a rimuovere e chiedendo a gran voce le dimissioni della giunta Ioculano.

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