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Questione balneare, presidi nelle spiagge per difendere il cuore del turismo italiano foto

Attesa per la sentenza della Corte di Giustizia Ue prevista per il prossimo 14 luglio

Liguria. Grande agitazione per le imprese balneari in vista della attesa pronuncia della Corte di Giustizia Europea del prossimo 14 luglio, che deciderà il futuro di quasi 30.000 imprese balneari italiane.

Si è riunita, infatti, nei giorni scorsi, la Presidenza di CNA Balneatori, che ha deciso di promuovere iniziative di mobilitazione della categoria e istituire presidi permanenti presso gli stabilimenti in vista della pronuncia della attesissima sentenza sulla scadenza della proroga delle concessioni al 2020 al fine di tutelare i diritti delle imprese balneari.

Una proroga di almeno 30 anni e la riapertura del negoziato europeo atto a stabilire la non inerenza della Direttiva Servizi sono le richieste di CNA Balneatori, che sta diffondendo un manifesto da affiggere in tutte le imprese balneari associate, che annuncia la mobilitazione della categoria, attraverso un presidio permanente nelle prossime settimane, “per il futuro del turismo italiano e per il futuro delle nostre famiglie”.

L’iniziativa è rivolta a sensibilizzare cittadini, turisti e in generale la pubblica opinione sugli effetti che la sentenza della Corte di Giustizia europea del 14 luglio produrrà sulla scadenza della proroga delle concessioni al 2020.

L’intento di CNA Balneatori è quello di far valere le ragioni di una categoria unita, impegnata a difendere non solo il proprio futuro, ma anche quello di una economia che produce ricchezza e occupazione per il territorio e per il Paese.

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