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Poste, il 5 luglio scatta lo sciopero in Liguria

A Genova ci sarà anche un corteo: la manifestazione contro le inefficienze e il piano di ristrutturazione che taglia posti di lavoro e servizi

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Liguria. Sciopero generale regionale nei servizi postali per l’intera giornata di martedì 5 luglio. Lo hanno indetto le Organizzazioni Sindacali di categoria dei Postelegrafonici, Slc-Cgil, Uil-Poste, Failp-Cisal e Ugl-Com.

L’astensione riguarda tutti i dipendenti liguri di Poste Italiane applicati nel settore del Recapito e della Logistica. In concomitanza con lo sciopero ci sarà una manifestazione con corteo la cui conclusione è prevista in Prefettura a Genova. Successivamente, una delegazione di scioperanti incontrerà i rappresentanti istituzionali della Regione Liguria. Il corteo partirà alle 9 in Piazza Acquaverde, antistante la stazione di Genova Principe.

“I postelegrafonici scioperano per difendere un settore, quello dei servizi postali, che da una parte ha forti inefficienze e dall’altra sta subendo un piano di ristrutturazione che taglia posti di lavoro e livelli di servizio senza produrre risultati apprezzabili in termini di recupero di qualità e di sviluppo (ad oggi 120 posti di lavoro persi tra Savona e provincia e la provincia di Genova) – spiegano i sindacati in una nota- Recapitare a giorni alterni significa rinunciare alla mission che da sempre caratterizza Poste Italiane quale operatore pubblico incaricato di assicurare il Servizio Universale, ossia consegnare la corrispondenza su tutto il territorio nazionale nei termini stabiliti dal contratto di programma”.

La situazione tende ad aggravarsi ulteriormente per effetto dalla decisione del Governo di cedere interamente la proprietà di Poste Italiane attraverso il collocamento in borsa del restante 65% del capitale azionario, compromettendo con ciò seriamente la tenuta occupazionale e la socialità del servizio postale.

“Il rischio è che si perda il controllo pubblico su una Azienda che si qualifica come una importante e fondamentale infrastruttura al servizio del Paese, con i suoi asset strategici e i suoi primati produttivi, oltre che per la sua autentica funzione sociale”.

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