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Ospedale Sanremo, 180 mila euro all’anno per trasporto pazienti tra monoblocchi per esami fotogallery

Tunnel di raccordo in salita, è inutilizzabile: per trasportare i pazienti appalto alle ambulanze private

Sanremo. La cifra è elevata: 180.000 euro all’anno. E’ questa la cifra che l’Asl 1 imperiese deve spendere per il trasporto dei pazienti da un padiglione all’altro dell’ospedale Borea, in conseguenza di una situazione paradossale: molti esami specialistici si possono eseguire solo nel corpo centrale dell’ospedale, a 50 metri di distanza, collegato tramite un tunnel che però non si può utilizzare.

Per spostare i degenti si deve quindi ricorrere ad un servizio di autoambulanza che carica i pazienti all’uscita del blocco di medicina e li trasporta a pochi metri di distanza, sul retro del blocco centrale.

Il servizo, affidato in base a gara ed oggi affidato alla Croce verde, costa alle casse dell’Asl 180.000 euro all’anno, e quello che più sorprende non è il fatto il sé ma le cause che lo hanno determinato: quando vennero costruiti i padiglioni esterni con il trasferimento di Medicina nel nuovo padiglione Castillo, venne realizzato un apposito tunnel di collegamento all’interno del quale i lettini sarebbero dovuti transitare come in un normale reparto, senza trasbordi.

Il problema, per certi versi incredibile, è che gli ultimi trenta metri del tunnel sono in pendenza: una pendenza leggera, ma sufficiente a rendere faticoso e rischioso per gli operatori socio sanitari spingere un pesante letto di degenza in salita o trattenerlo in discesa. A questo si aggiunge il fatto che un’intera parete è di vetro e d’estate l’effetto serra è garantito, con sbalzi di temperatura tra i reparti non certo salutari per un degente.

Di fatto, il tunnel è utilizzato solo per gli spostamenti del personale e dei visitatori ma non dai pazienti che devono invece essere trasportati tramite il servizio di ambulanza.

Il disagio per i pazienti con patologie gravi è evidente: un primo spostamenteo all’interno del reparto, il trasferimento su una barella dell’ambulanza, il breve tragitto e un nuovo trasbordo. Questo sia all’andata che al ritorno, con i rischi che questo a volte comporta sia per le manovre neecessarie al trasbordo sia per l’esposizione agli agenti esterni. A questo si aggiunge il tempo di attesa dell’ambulanza, non sempre libera perchè i pazienti da trasportare si concentrano in poche ore della giornata. Parliamo di pazienti ricoverati nei reparti di medicina, neurologia e oncologia, quindi con patologie anche gravi.

Una soluzione non c’è. La direzione dell’Asl non può ricorrere a personale interno: il blocco delle assunzioni impedisce l’arrivo di operatori socio sanitari e di infermieri, per i quali non ci sono neanche graduatorie. Mancando personale dell’Asl, il ricorso alle ambulanze esterne è necessario anche per trasportare con urgenza da un ospedale all’altro della provincia le sacche di sangue per le trasfusioni.

Resta da capire perchè, nonostante i due edifici abbiano più o meno la stessa altezza, una parte del tunnel di collegamento sia stato concepito in leggera pendenza senza tener conto dello scopo principale per cui è stato costruito.

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