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No Borders in un articolo attaccano la polizia mentre fanno comunella con un terrorista loro “solidale”

La nostra Repubblica garantisce libertà di espressione ma l'agire di queste persone ci riporta indietro nel tempo a quando la giustizia e la libertà veniva gestita con metodi poco ortodossi

Ventimiglia. Era a Ventimiglia il 4 ottobre scorso il terrorista dell’Isis e autore della strage di Nizza dove 84 persone hanno perso la vita sulla Promenade des Anglais la sera del 14 luglio: stiamo parlando di Mohamed Lahaouiej Bouhlel che insieme ai cosiddetti No Borders pare manifestasse per l’apertura delle frontiere ai migranti.

Ebbene un futuro assassino – sempre secondo il quotidiano Libero – si nascondeva in una manifestazione che in teoria predicava pace, tolleranza e solidarietà ma che al contrario ha tenuto ostaggio una città, Ventimiglia, in balia di persone che poco hanno il senso dello Stato e il rispetto delle regole. Col senno di poi leggere quanto scritto dai No Borders dove raccontano la cronaca di quella giornata può solo che indignarci.

Qui l’articolo completo dei No Borders

“In seguito al violento sgombero del presidio No Border, la mattina del 4 Ottobre a Ventimiglia ci siamo radunate/i nel piazzale della stazione assieme alle/ai solidali provenienti da diverse città italiane e francesi…”

Quindi come scritto dai No Borders in sostanza Mohamed Lahaouiej Bouhlel pare fosse un loro solidale, un terrorista che aveva dichiarato alle autorità che si trovava in Italia grazie al contatto con una associazione umanitaria francese.

C’è un passaggio che fa rabbrividire: “È in stazione che quotidianamente i migranti in transito sono esposti alle offerte dei trafficanti sotto gli occhi complici di polizia e Croce rossa. Ed è qui che il presidio porta avanti un’attività di monitoraggio ed informazione al fine di costruire con chi transita un’alternativa alla pressione dei passeur e all’ipocrisia dell’accoglienza istituzionale.”

Accuse gratuite a polizia e Croce Rossa mentre invece tra i manifestanti sembra proprio che ci fosse un terrorista e assassino che bellamente stava a farsi riprendere e fotografare dai giornali. Il problema sono le forze dell’ordine e i volontari, non la presenza di un criminale che ha spezzato 84 vite. Questo è il rispetto delle regole e della vita umana per i No Borders che il giorno dopo la strage di Nizza non hanno scritto una riga di cordoglio per quanto avvenuto.

La nostra Repubblica garantisce libertà di espressione ma l’agire di queste persone ci riporta indietro nel tempo a quando la giustizia e la libertà veniva gestita con metodi poco ortodossi. E se davvero Mohamed Lahaouiej Bouhlel si fosse trovato a Ventimiglia a quella manifestazione sarebbe davvero grave.

(Nel video in allegato si vede il terrorista dietro uno striscione scritto in arabo. Indossa una maglia verde e un gilet arancione sulla destra dello schermo e nella fotocopertina il terrorista è quello cerchiato in rosso)

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