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Niente può fermare le signore del Campiello, neppure la pioggia: per loro una piazza San Siro gremita da oltre 200 persone fotogallery

Questa sera si è tenuta la presentazione dei libri di Elisabetta Rasy e Simona Vinci, le due scrittrici nella cinquina finalista del prestigioso premio letterario

Sanremo. Sono loro, le donne; le donne eroine della memoria, le donne coraggio impegnate nel tentativo di salvare l’umanità, di sottrarla dalla purtroppo inesorabile ignominia della storia. Sono loro le protagoniste della prima tappa del Premio Campiello nella città di Sanremo ­- organizzata dall’assessorato al turismo, cultura e manifestazioni  in collaborazione con Confindustria Imperia, Ebit (Ente Bilaterale Industria Turistica della provincia di Imperia), il Casinò di Sanremo, con la curatela della prof.ssa Francesca Rotta Gentile – e svoltasi questa sera in quel luogo magico che è la piazza della Concattedrale di San Siro; per l’occasione, nonostante vento e pioggia, gremita da centinaia e centinaia di amanti delle belle lettere.

Elisabetta Rasy e Simona Vinci, le due autrici tra i cinque finalisti all’ambito riconoscimento letterario, che con, rispettivamente, Le regole del fuoco (Rizzoli) e La prima verità (Einaudi) hanno dato vita a due opere destinate a segnare le più alte pagine della narrativa italiana. La Rasy ­che ritraendo un’intimità limpida circondata dalla brutalità delle tenebre, ha raccontato la Prima Guerra Mondiale dalla prospettiva misconosciuta delle donne: Maria Rosa Radice e Eugenia Alferro, crocerossine impegnate sul fronte carsico. La Vinci invece che da una vicenda realmente accaduta, la storia tragica dell’isola di Leros quando durante gli anni ’60 e ’70 il regime dei Colonnelli confinò i malati psichici nei manicomio lager, ha intessuto un romanzo visionario e struggente con protagonista Angela, una ricercatrice italiana pronta a prendersi cura di quella perdurante barbarità. Due romanzi che pur nella loro diversità formale hanno saputo rendere onore a un unico universo, quello della testimonianza dell’orrore, dell’impegno volontario, della descrizione senza ritorno della verità che da sempre contraddistingue la letteratura di spessore.

Un prestigio dunque per la nostra città ospitare un evento di simile caratura; per altro non solo componente di uno dei riconoscimenti narrativi tra i più rilevanti d’Italia ma anche onorevolmente inserito in quel tour presso 13 città italiane organizzato da Premio Campiello, e volto a dare voce e volto agli autori, a diffondere la letteratura fra la gente, a sensibilizzare alla lettura e a creare un ponte tra cultura, società e impresa.

Premio Campiello – istituto nel 1966 da un’iniziativa degli Industriali del Veneto e promosso nonché gestito dalla Fondazione Campiello costituita dalle Associazioni Industriali del Veneto e della loro Confindustria regionale – è infatti la più importante iniziativa in campo culturale promossa da Confindustria Veneto e uno dei più notevoli casi di successo nazionale di connessione concreta e strategica tra mondo dell’impresa e della cultura.

La serata, a cui erano presenti l’assessore Daniela Cassini, il direttore di Confindustria Imperia Paolo della Pietra e il Presidente del Comitato di Gestione del Premio Campiello Valentino Vascellari,  è stata moderata dal giornalista Carlo Annese, vicedirettore del mensile “GQ”, e ulteriormente allietata dalle interpretazioni dell’attore Franco La Scarra e dall’intermezzo musicale dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo.

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