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Moac, l’assessore “Meglio lo stop di un anno che un’edizione raffazzonata. Cerchiamo la qualità”

I ritardi del bando comunale tra gli uffici decimati dall'inchiesta e la rinuncia della provincia come stazione appaltante

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Sanremo. “Con il nostro bando puntavamo ad elevare il livello della manifestazione, non possiamo quindi accettare proposte raffazzonate solo per coprire quei giorni di calendario”: questa è l’unica affermazione a caldo che l’assessore si lascia scappare a proposito del Moac 2016 e delle trattative private fallite, dopo le due gare andate deserte.

Non serve a rasserenare gli animi neanche la telefonata odierna da parte di una società interessata al bando, unica novità emersa in queste giornate di consultazioni febbrili sulla manifestazione regina dell’estate sanremese. La telefonata, poco più di un interessamento, è giunta questa mattina negli uffici comunali: il bando è consultabile anche on line, ma la società punterebbe ad una trattativa privata come quelle già avviate senza successo dal comune.

Un interessamento comunque tardivo per l’assessore Barbara Biale, che a malincuore ammette che ormai, salvo un miracolo, il Moac osserverà un anno sabbatico per ritornare nel 2017 in linea con le nuove direttive del comune. La Biale, che più di ogni altro è intenzionata a recuperare lo spirito artigianale del Moac, non fosse altro che per la sua carica decennale alla guida di Confartigianato Imperia, ha avuto tempi troppo stretti per risolvere i problemi relativi all’organizzazione di quest’anno: da una parte le difficoltà degli uffici, falcidiati dalla famosa indagine, e dall’altra la rinuncia dell’ente Provincia ad assolvere i compiti di stazione appaltante, come prevedeva la legge.

Tutto è ricaduto sul comune, che da parte sua ha predisposto un bando mirato alla qualità della manifestazione ridando spazio all’artigianato vero per togliere al Moac quell’aria di normale fiera di prodotti di ogni tipo che aveva assunto negli ultimi anni.

La trattaviva privata con alcune aziende è stata fallimentare proprio per via dei paletti messi dal Comune: l’assessore non ne parla volentieri, ma sembra che le proposte fatte all’ultimo minuto, puntando sulla difficoltà dell’ente, non corrispondessero al salto di qualità ricercato.

“Non vogliamo niente di raffazzonato”, ripete in conclusione l’assessore.

Il Moac non si farà, salvo miracoli, ma il comune intende sfruttare l’anno di sosta per realizzare a pieno il nuovo progetto, riportando la manifestazione al suo spirito originario.

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