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Migranti, Sel: “Il Sindaco di Ventimiglia potrebbe farsi promotore di un’istanza di risarcimento danni politico istituzionali-sociali”

A seguito delle risposte rese dal sottosegretario agli affari interni all'interrogazione del deputato ligure di Sinistra Italiana Stefano Quaranta

Ventimiglia. A seguito delle risposte rese dal sottosegretario agli affari interni all’interrogazione del deputato ligure di Sinistra Italiana Stefano Quaranta, il Circolo Intemelio di Sel – Sinistra Italiana interviene nel merito della vicenda migranti.

Il Sel – Sinistra Italiana Circolo Comprensoriale Intemelio afferma: “Al Ministro degli Interni e al Governo avevamo chiesto di dare risposte concrete, dopo la sua decisione di chiudere il centro gestito dalla Croce Rossa Italiana, dietro la stazione ferroviaria della città di confine, in merito alla gestione del flusso migratorio nel mese di maggio, quando ancora i numeri erano abbastanza contenibili.

A questa interrogazione parlamentare, Alfano se ne guardò bene dal rispondere. Arriviamo a giugno, quando, con l’aggravarsi dell’emergenza, dato che il paventato piano predisposto dal ministro degli interni si dimostrò quello che in realtà era, una pura passeggiata elettorale, con tanto di presa in giro nei confronti dei cittadini ventimigliesi, il numero delle persone migranti aumentava, per arrivare, in questi giorni, secondo i dati della Caritas locale, a più di 1000 persone.

Giovedì scorso, alle domande riportate nell’interpellanza parlamentare a risposta immediata il sottosegretario agli interni, in Commissione Affari Costituzionali della Camera, ha dichiarato sostanzialmente che l’attenzione del governo Renzi sull’emergenza ventimigliese passa attraverso la costituzione di centro di un centro accoglienza presso il parco merci Roya, il quale verrà gestito esclusivamente dall’Ufficio Territoriale del Governo e dalla Croce Rossa, senza offrire assicurazioni alle associazioni no-profit, quali ad esempio Caritas, Arci, Amnesty International, che fino ad oggi sono in prima linea a dare una mano concreta per sopperire alla mancanza di una struttura statale di gestione del flusso migratorio e allo stesso tempo a cercare di mediare la difficile situazione di disagio sociale che si sta, giorno dopo giorno, creando a Ventimiglia.

Dopo inaccettabili ritardi il centro di accoglienza presso il Parco Merci Roya sta prendendo fisionomia. Un centro però sul quale poniamo serie perplessità: in merito sia alla capacità di contenimento, dal momento che i moduli abitativi (container) potranno un numero esiguo, non sufficiente per affermare che si sta affrontando in maniera decisa l’emergenza profughi a Ventimiglia; sia alle modalità di gestione, poiché, ad oggi, non si sa se al suo interno potranno chiedere ospitalità il migrante in quanto tale oppure solo coloro con previo riconoscimento.

Sotto questo aspetto come Sinistra Italiana avevamo raccolto e sostenuto la richiesta avanzata da Caritas ed Arci, chiedendo la creazione di un campo di transito e prima assistenza, aperto a tutti, ma così non sarà. Si tratterà molto probabilmente della brutta copia di quanto c’era dietro la stazione ferroviaria.

È desolante dover, ancora una volta, dopo un anno dall’estate sugli scogli della Frontiera, dover prendere atto, ogni oltre ragionevole dubbio, della scarsa volontà e incapacità manifesta sia del governo Renzi – Alfano sia della Regione Liguria e dei loro gravi ritardi nell’affrontare la situazione di Ventimiglia.

Se da una parte abbiamo l’inefficienza dell’azione governativa e delle scelte – bipolari – di Alfano sui centri di accoglienza sul territorio ventimigliese, dall’altra, invece, vogliamo denunciare la completa latitanza della Regione Liguria, che assolutamente e pregiudizialmente non vuole occuparsi dell’emergenza che colpisce la città di Ventimiglia: nel gioco delle parti ci rimettono sempre le persone, cittadini di Ventimiglia e migranti.

Alla luce della realtà dei fatti, ci rivolgiamo al Sindaco di Ventimiglia che, oltre alla comprensibile sospensione della tessera del suo partito, potrebbe insieme alla sua Amministrazione farsi promotore di una istanza di risarcimento danni politico istituzionali-sociali sia nei confronti del Governo che della Regione”.

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