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L’automedica del 118 di Sanremo? “Parcheggiata all’aperto con i medicinali sotto il sole”

Zanchi (Cisl): "I carabinieri del Nas avevano intimato un'idonea copertura per il mezzo, tutto è rimasto immutato"

Sanremo. “Alfa 2″, l’automedica del 118 impiegata per i soccorsi nel comprensorio sanremese parcheggiata nel cortile accanto al pronto soccorso. Non dentro un garage o sotto una tettoia, ma sotto il sole cocente di giorno e insicura anche di notte. Sì perché l’accesso a quello spazio (vi sono parcheggiate anche auto che non sono di forze dell’ordine né tantomeno legate all’emergenza ndr) non è proprio impossibile. C’è una sbarra elettrica, ma chiunque può entrare facilmente, magari di notte quindi rompere il vetro di “Alfa 2″ e portarsi via il defibrillatore e i medicinali che sono custoditi nel bagagliaio. “I medicinali? Gli stupefacenti come i salvavita sono sotto il sole tutto il giorno insieme a guanti e ad altre attrezzature proprio nel bagagliaio che devono essere sempre a disposizione del personale medico e infermieristico in servizio. Immaginate voi la situazione ed è un anno che la musica non cambia”, tuona Nico Zanchi, responsabile della Fp della Cisl di Imperia.

Esattamente un anno fa il mezzo del servizio di pronta emergenza è stato trasferito dal reparto Giannoni, in una zona più collinare, al pronto soccorso su decisione dell’Asl 1 e li c’è finito anche il personale: medici e infermieri occupano 365 giorni all’anno (feste comprese ndr) due piccole stanze di pochi metri quadrati. Qui un tempo venivano trasferiti i pazienti defunti al pronto soccorso ora, in quelle stanzette, lavorano gli infermieri la notte dormono praticamente vis a vis e di giorno sono gomito a gomito seduti in un tavolino di pochi centimetri, come due scolari in un banco di scuola.

“Questo signori è il settore d’emergenza ciò che dovrebbe rappresentare un’eccellenza per tutti ma così non è. Davvero imbarazzante”, aggiunge Zanchi. Eppure durante un’assemblea dei lavoratori del 118 il problema era già stato sollevato. “Avevamo chiesto di colmare tutte le lacune – sottolinea il sindacalista della Fp Cisl – ma nulla è stato fatto. Allucinante è il fatto che non siano stati presi provvedimenti e trovate soluzioni al problema. Inconcepibile – aggiunge il sindacalista – che un settore d’emergenza come il 118 venga relegato in un’area che fino a poco tempo era il posto di transito dei pazienti defunti. Per l’automedica poi ci risulta che già i carabinieri del Nas, l’anno scorso, avessero intimato l’Asl di correre ai ripari con idonee coperture evitando che il mezzo di soccorso sia continuamente esposto alle intemperie. Ma la situazione resta immutata e i cittadini devono saperlo”.

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