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La Sinfonica di Sanremo in trasferta con “I fiati tra ballo ed opera” al Teatro all’aperto Licinium foto

Sabato 9 luglio, ore 21.00, ad Erba, in provincia di Como

Sanremo. Proseguono i concerti in trasferta dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo, anche durante la Stagione Estiva 2016.

L’appuntamento sarà questa volta nel suggestivo Teatro Licinium – all’aperto – ad Erba, nota località turistica in provincia di Como, con inizio alle ore 21.00.

Il programma musicale è costituito dalla Sinfonia da “Il Barbiere di Siviglia” (1816) e dalla Sinfonia da “Guglielmo Tell” (1828) – entrambe di Gioachino Rossini (1792/1868) – e da una selezione dall’Opera “Il Franco Cacciatore” (1821) di Carl Maria Von Weber (1786/1826).

In questa occasione la bacchetta sarà affidata al Maestro polacco Jan Milosz Zarzycki.

Il concerto si basa su musiche operistiche trascritte per strumenti a fiato: un genere di adattamento che richiede competenza e gusto musicale. Infatti, mentre il suono degli strumenti ad arco è “omogeneo”, ciascun strumento a fiato rappresenta invece un’individualità timbrica precisa ed occorre molta attenzione nell’abbinare le diverse “famiglie” di fiati.

Nella musica di Rossini i fiati rivestono una grande importanza: egli si esercitò a lungo sugli esempi di Haydn e Mozart, imparando gli equilibri tra sezioni di archi e fiati nell’orchestra. Nell’Ouverture del “Guglielmo Tell” (l’ultima opera di Rossini, più proiettata verso il gusto ottocentesco anche nella concezione dell’orchestra) emerge un intenso dialogo tra flauto ed oboe, di evidente carattere pastorale, mentre nella sezione conclusiva diventano protagonisti corni e tromboni.

Il “Barbiere di Siviglia”, insieme al Guglielmo Tell, è l’opera più nota di Rossini: un’opera buffa in due atti su libretto di Sterbini e basato sulla commedia di Beaumarchais, che già in precedenza era stata utilizzata per l’omonima opera buffa di Paisiello.

Nonostante egli – consapevole dei rischi di misurarsi con quel capolavoro tanto amato dal pubblico – avesse cambiato il titolo in “Almaviva o l’inutile precauzione”, la prima rappresentazione fu un fiasco. Il riscatto, però, fu immediato e nel volgere di pochi mesi l’opera ottenne uno strepitoso successo.

Il “Franco cacciatore” di Von Weber è considerata la prima importante opera nazionale tedesca. È un “singspiele” ma, rispetto ai precedenti di Mozart e Beethoven, la vicenda è legata ad antiche leggende germaniche.

L’atmosfera dell’opera è sovente cupa, il ruolo dei timbri orchestrali è determinante: in particolare Weber usa i tromboni per evocare atmosfere infernali o i corni per le scene di caccia.

Egli adorava però anche il timbro caldo e pastoso del clarinetto – ben adatto alle tinte romantiche delle sue opere – che, non a caso, compare fin dall’Ouverture con una sorta di recitativo che collega il primo al secondo tema.

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