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Imperia e la guerra dei decibel, il sindaco Capacci: “Le regole ci sono vanno rispettate”

Inquinamento acustico d'estate tra esposti, denunce e la voglia di tirare tardi la sera

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Imperia. Fonometri, decibel di troppo e arrivano le multe.   I gestori dei locali rischiano sanzioni perché la legge obbliga comunque al rispetto dei limiti acustici anche se il Comune concede proroghe, ma è il limite differenziale ad essere molto severo e quindi è facile che non sia rispettato.

Dunque tornano le notti bianche, gli spettacoli, insomma la movida estiva. E con esse, come di consueto, tornano le polemiche. Vecchie e nuove. Alcuni aspetti degli eventi della città sono stati apprezzati e condivisi da turisti e residenti, altri ampiamente criticati. È il caso dell’inquinamento acustico tiene banco in questa stagione. “Noi abbiamo concesso delle proroghe – sottolinea il sindaco Carlo Capacci –  ma è bene ricordare che esiste anche il differenziale di immissione di 3 db. Quello è un limite imposto dallo Stato e non dal Comune – chiarisce il primo cittadino –  Ci rendiamo conto che è troppo poco. Io stesso mi sono battuto ad alti livelli affinché venisse aumentato. Secondo me sarebbe ragionevole che si arrivasse ad almeno 9 db. Ma non è così semplice. E’ come chiedere al Governo di aumentare il limite di velocità in autostrada dei 130 chilometri orari e poter andare ai 180”. E così scattato i primi controlli e verbali. Qualcuno lo ha già visto, ma le verifiche notturne da parte della polizia municipale e dei tecnici dell’Arpal e dell’Asl proseguiranno fino alla fine della stagione estiva.

Torna dunque la guerra dei decibel. I due fronti, neanche a dirlo, vedono da una parte i cittadini favorevoli a musica e movida d’ogni tipo, dall’altra coloro che invece si lamentano dell’eccessiva emissione sonora e vorrebbero riposare. E i commenti sulle pagine  e gruppi dei social network si sprecano sia da una parte che dall’altra. Tra i rimedi prospettati nel recente passato si è proposto anche di insonorizzare i ritrovi, collocando all’interno dei locali delle casse particolari affinché le emissioni sonore non si propaghino nelle aree circostanti, ma chiaramente il discorso è differente quando la musica viene fatta direttamente all’esterno dei locali.  Ma chi si è preoccupato di questi accorgimenti?

L’auspicio è che si possano trovare soluzioni adeguate nell’interesse di tutti, rispettando le vigenti normative sulle emissioni sonore ed il Comune, ove necessario, ha iniziato, in maniera costante, il monitoraggio dellasituazione. Un tempo la questione riguardava soprattutto la zona del Prino. Nel quartiere più a ponente della città sono rimasti solo un paio di locali. Lì la movida è diminuita: ora è concentrata in pochi locali di Borgo Marina e nei pressi di Calata Cuneo. Il rumore rimane uno dei motivi principali di contenzioso con la pubblica amministrazione e anche di cause legali e litigi coi vicini che presentano esposti in Procura ai quali poi seguono controlli e supermulte. E anche la scelta di anticipare i concerti alle 20 è tutt’altro che sensata: a lamentarsi ora saranno i ristoratori, specie quelli Calata Cuneo.

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