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Farmaci, M5S: “Con distribuzione diretta si risparmia, governo non la vuole”

Si riapre il caso della distribuzione diretta dei farmaci specialistici, negata dal Governo e bocciata dalla Regione Liguria, che sopprime il virtuoso progetto pilota della Asl 1 di Imperia

Liguria. “La sanità pubblica italiana annaspa, i tagli a strutture, fondi e personale proseguono ma di andare a risparmiare là dove si potrebbe, senza tagliare i servizi ai cittadini, questa politica non ci pensa proprio.

Uno dei casi più eclatanti è quello relativo alla distribuzione diretta dei farmaci specialistici ad alto costo, tema scandagliato oggi in due articoli pubblicati su la Repubblica e il Fatto.

Se a distribuirli ai pazienti dimessi dagli ospedali fossero le farmacie ospedaliere le casse dello Stato ne guadagnerebbero sensibilmente. Niente da fare: la volontà è quella di continuare a operare attraverso le farmacie private e a confermarlo ci sono due atti vergognosi: la bocciatura di Governo e maggioranza dei nostri emendamenti al Dl Enti Locali – a prima firma del deputato ligure Matteo Mantero -, attraverso i quali chiedevamo di puntare, appunto, sulla distribuzione diretta dei farmaci PHT e lo stop al progetto pilota, pluripremiato, promosso dalla Asl 1 di Imperia che, con la distribuzione ospedaliera dei farmaci, anche a domicilio, aveva conseguito risparmi da un milione di euro all’anno.

Un’iniziativa talmente lodevole che la Regione Liguria invece di estenderla a tutto il suo territorio ha pensato bene di sopprimerla”.

Lo affermano i deputati M5S in commissione Affari Sociali e il consigliere M5S in Regione Liguria, Andrea Melis.

“I cittadini devono essere consapevoli del fatto che la distribuzione “per conto”, cioè nelle farmacie private determina un aumento del prezzo dei farmaci che può variare anche sensibilmente non solo da Regione a Regione, ma persino da Asl ad Asl.

La distribuzione per conto prevede l’aggiunta dell’Iva del 22%, destinata a farmacisti privati e grossisti. Un esborso che va a pesare sulle casse pubbliche e che per i cittadini si traducono indirettamente in disservizi o aumento di altre imposte.

Dalle colonne di Repubblica il presidente di Federfarma, Annarosa Racca, ovviamente sostiene la causa della distribuzione in conto parlando di una maggiore adesione alla terapia da parte dei pazienti attraverso questa modalità.

Una rilevazione di cui però oggi non è possibile avere contezza, a meno che Federfarma non sia in possesso di dati che gradiremmo visionare.

Racca afferma anche che la distribuzione “diretta” non consente all’amministrazione pubblica un monitoraggio continuo e immediato dei consumi e la riduzione degli sprechi per forniture non utilizzate, ma per bypassare questa lacuna basterebbe la volontà politica di mettere mano a un processo di osservazione e controllo, da mettere a sistema.

Per quanto ci riguarda, dunque, l’esperienza positiva di Imperia – per la quale si è battuto in particolare l’assessore regionale M5S Andrea Melis – non solo non andava eliminata, ma ampliata a livello nazionale per ottimizzare le uscite dalle casse del Ssn e consentire di rastrellare fondi che potrebbero essere riutilizzati per tante altre necessità”.

 

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