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Ex maresciallo della Finanza denuncia due magistrati di Imperia

Prima accusato e poi assolto, ora ex finanziere denuncia Roberto Cavallone e Marco Zocco

Imperia. “Quei due magistrati nascosero le prove della mia innocenza”. A muovere le pesanti accuse nei confronti di due magistrati è Rocco Anobile, ex ex sottufficiale della finanza. Era stato arrestato e poi assolto da tutte le accuse. Ora ha deciso di farsi giustizia denunciando Roberto Cavallone, ex capo della procura di Sanremo e Marco Zocco pubblico ministero, ora in servizio a Imperia. Una storia molto delicata e complessa raccontata in un articolo da La Repubblica edizione di Genova.

Un dossier è stato depositato alla procura di Torino affinché valuti quanto è stato denunciato dal sottufficiale che nel frattempo si è trasferito in centro Italia.

Tutta la storia è partita dal Il luogotenente Rocco Anobile, un uomo che per la Procura di Sanremo era considerato la “punta di diamante” della polizia giudiziaria. Sue le principali inchieste in materia di corruzione e pubblica amministrazione. Ma cinque anni fa era accaduto che Anobile venne arrestato. Era il novembre del 2011. Per lui l’accusa di rivelazione del segreto d’ufficio per aver “interrogato” i terminali del Re.Ge., ovvero il Registro generale notizie di reato della procura di Sanremo. L’accusa sostenuta dal procuratore capo Cavallone e dal pm Zocco era che lo avesse fatto per scoprire se un suo amico fosse o meno indagato. Il fascicolo passò per competenza distrettuale alla procura di Genova che completò le indagini e chiese, ottenendolo, il rinvio a giudizio. Anobile, che era difeso dall’avvocato Alessandro Mager venne assolto in primo e secondo grado, con la recente conferma della Cassazione, con la formula più ampia perché “il fatto non sussiste”.

E adesso il colpo di scena raccontato da Repubblica: dopo aver presentato domanda di risarcimento per ingiusta detenzione, Anobile ha chiesto che si proceda nei confronti dei due pm, non perché si sarebbero sbagliati sul suo conto ma perché, sostiene Anobile, ma perchè lo avrebbero incastrato evitando di far sapere ai colleghi genovesi elementi decisivi per dimostrare la sua innocenza e buona fede.

Nell’esposto l’ex finanziere accenna a “stranezze ed omissioni, superficialità e dolo”, sottolinea la propria amarezza perché accusato non “da pentiti come nella vicenda Tortora” ma da persone che stimava come le quali era anche legato “da rapporti di amicizia”. In sostanza Anobile non solo non avrebbe rilevato alcuna informazione riservata all’amico, ma addirittura, a stare al suo esposto lui, in qualità di responsabile dell’ufficio, aveva diritto ad accedere al Re.Ge. come espressamente disposto da una circolare del procuratore capo Cavallone. Circolare che, però, non sarebbe mai stata fornita alla procura di Genova. Inoltre, sempre secondo l’esposto, i due magistrati avrebbe omesso di trasmettere una intercettazione in cui un indagato in altra vicenda affermava di essere venuto a sapere di un’inchiesta a suo carico da un articolo di giornale, confermando in questo modo l’estraneità del luogotenente ad eventuali fughe di notizie. Spetterà ora alla procura di Torino di verificare le accuse dell’ex finanziere.

 

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