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Controlli straordinari in frontiera, sequestrati 20 documenti falsi dalla polizia di stato

La polizia di frontiera ha potuto trarre in arresto una donna e denunciare ben 13 persone in stato di libertà

Ventimiglia. I dispositivi di controllo straordinari messi a punto negli ultimi giorni su precise direttive del Signor Questore di Imperia in seguito alla riunione del Comitato Provinciale sull’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocato dopo l’attentato di Nizza, impongono il rafforzamento dei servizi di prevenzione e l’innalzamento delle misure di sicurezza da parte delle forze dell’ordine in particolare della polizia di stato.

In questo quadro la polizia di frontiera, incardinata in servizi coordinati in ambito provinciale, ha potuto trarre in arresto una donna e denunciare ben 13 persone in stato di libertà sequestrando, conseguentemente, 20 documenti contraffatti o indebitamente detenuti.

Proprio in ossequio a quanto disposto dall’ordinanza del Questure di Imperia sono stati predisposti servizi di controllo straordinari finalizzati al riconoscimento di documenti falsi, utilizzati per i più svariati scopi illeciti, documenti la cui contraffazione viene dapprima ipotizzata da un attento esame visivo e, successivamente, confermata attraverso le sofisticate apparecchiature in dotazione alla polizia di frontiera.

Era dunque di una cittadina croata nata ad Oristano nel 1987, controllata a bordo di un pullman proveniente via autostrada dalla Francia, la carta di identità apparentemente autentica presentata ai poliziotti che, non convinti, hanno approfondito gli accertamenti sulla stessa.

Interrogazioni alla Banca Dati e svariati controlli hanno permesso di trarre in arresto, così come disposto dal Decreto Pisanu n. 144 del 27 luglio 2005 che prevede la reclusione fino a quattro, la donna croata.

La stessa, la cui infinita lista di precedenti penali la inquadra come “ladra” professionista, ha iniziato, fin da minorenne, a collezionare denunce per furti in appartamento proseguendo negli anni sempre con reati contro il patrimonio per i quali è stata più e più volte arrestata sia nella provincia di Torino che a Santa Margherita Ligure. Scattate dunque le manette, è stata condotta al carcere di Genova-Pontedecimo.

Sono state inoltre ben quattro (tre nigeriane ed una del Camerun) le denunciate per documenti falsi: due con passaporto contraffatto totalmente, una delle quali aveva con se anche un soggiorno ed una carta di identità che sembravano appartenerle ma in realtà raffiguravano un’altra nigeriana molto somigliante alla denunciata.

Un ragazzo di diciannove anni di Nizza è stato fermato per il controllo documentale mentre si accingeva a prendere un treno per la Francia. La carta di identità, risultata originale, in realtà riproduceva un altro giovane della stessa età del controllato la cui fotografia poteva ingannare in quanto particolarmente somigliante all’esibitore. Dal successivo controllo esteso anche al bagaglio, gli Agenti hanno rinvenuto un martelletto rompi vetro presumibilmente utilizzato per atti vandalici o scasso. Al termine delle formalità il giovane è stato denunciato in stato di libertà per sostituzione di persona e porto abusivo di armi.

Quattro invece i sudanesi controllati tra la stazione ferroviaria e la barriera autostradale muniti di carte di identità contraffatte. Anche in questo caso il riconoscimento del falso avviene solo dopo attento esame, la consultazione di schedari e la indubbia professionalità degli Operatori che si affidano a comprovata esperienza e strumentazioni in grado di confermare i loro dubbi.

Infine: un etiope, un ghanese, un tunisino ed un cittadino delle Comore, controllati sempre durante il predetto servizio straordinario ed in differenti luoghi, sono stati denunciati sia per detenzione di documenti falsi che per sostituzione di persona in quanto hanno esibito passaporto e permesso di soggiorno, validi ma in realtà appartenenti ad altri stranieri.

In questo caso sono state avviate indagini di Polizia per stabilire eventuali complicità e risalire alla rete criminale che produce i documenti falsi “venduti” agli stranieri.

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