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Bordighera, dopo 150 anni i frati di Sant’Antonio lasciano la chiesa di Terrasanta

Al loro posto arriveranno religiosi ucraini di San Michele Arcangelo di Kiev

Bordighera. Dopo centocinquant’anni, i frati di Sant’Antonio lasciano la chiesa di Terrasanta: al loro posto arriveranno religiosi ucraini.

Mancanza di vocazioni e ristrutturazione interna all’ordine hanno portato, dopo oltre otto secoli, all’unione delle sei province di frati presenti nel nord Italia. E così, dal 16 maggio scorso, l’ordine dei frati liguri si è fuso in quello dei frati minori di Sant’Antonio che comprende, oltre ai religiosi della Liguria, anche quelli di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli e Trentino.

Questo però non è bastato e allora, spiega padre Francesco, “per assicurare continuità nella presenza dell’ordine a Bordighera, la provincia di Sant’Antonio ha chiesto aiuto ai frati della provincia di San Michele Arcangelo di Kiev in Ucraina”. Religiosi, comunque, appartenenti sempre all’ordine dei francescani che, oltre alla chiesa principale, si occuperanno anche della succursale di Sant’Antonio e del santuario di Montenero.

Una storia travagliata, quella dei frati liguri nell’estremo ponente. “La nostra presenza qui è secolare”, racconta sempre padre Francesco, da tredici anni parroco della chiesa dell’Immacolata Concezione, da tutti conosciuta come chiesa di “Terrasanta”. “A Ventimiglia, la nostra presenza è attestata dal 1400. Poi, con l’arrivo di Napoleone, il convento dei frati è stato trasformato nel forte dell’Annunziata”. I religiosi, sfratti, hanno trovato un altro luogo sempre a Ventimiglia ma, dopo pochi anni, sono dovuti fuggire anche da lì. “Nel 1866”, spiega padre Francesco, “Con le leggi Siccardi abbiamo perso anche il secondo convento e padre Giacomo Viale è venuto a Bordighera, dove si è fermato fino alla fine della sua vita”.

Giunto nella “città delle palme” in piena espansione, l’allora parroco si accorse ben presto della necessità di una presenza di religiosi a Bordighera e così chiamo ad aiutarlo i frati di Gerusalemme, in Terrasanta. I religiosi prestarono servizio a Bordighera per sedici anni. Alla loro presenza si deve il nome popolare della chiesa.
Ancora non si conosce una data precisa di quando avverrà l’avvicendamento tra i quattro frati presenti ora (di cui tre molto anziani) e i giovani ucraini che li sostituiranno: “Non conosciamo il mese, né il giorno. Ma sarà in autunno”, rivela padre Francesco.

Nel frattempo la comunità si prepara a festeggiare padre Giacomo Viale, dichiarato “venerabile”. Per essere iscritto all’albo dei “beati”, bisognerà attendere un miracolo. Con due, invece, padre Giacomo Viale sarà “santo”.
Eppure, l’umilissimo frate, proprio non pensava di diventare così importante. “Sia cancellato il mio nome dalla Terra purchè il tuo, Signore, trionfi”, aveva scritto in una nota poco prima di morire. Impossibile, però, che Bordighera lo dimentichi: “Tutto ciò che parla di sociale e caritatevole qui porta il suo nome”, dice con devozione il suo attuale successore. E Bordighera non lo scorderà.

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