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Bordighera, Chez Louis: 52 anni di storia all’insegna di tradizione e innovazione foto

Scelto dagli artisti negli anni d'oro di Bordighera, il locale di corso Italia continua a piacere. Motivo? Passione e attenzione ai dettagli

Bordighera. Dal 1964 porta il nome della famiglia Novembre: il ristorante Chez Louis cambia volto ma non cuore. Punta di diamante della ristorazione ponentina, lo storico locale di corso Italia punta tutto su tradizione e innovazione: binomio vincente.

Di ristoranti rimasti in gestione alla stessa famiglia, nell’estremo lembo di Liguria se ne contano pochissimi. Lo Chez Louis, con i suoi cinquantadue anni alle spalle, è uno di questi.
Oggi, a portare avanti l’eredità di Benito Novembre, che aveva rilevato il ristorante nel 1964, è il figlio Jean Pierre. E così, il locale che negli anni d’oro di Bordighera è stato scelto dagli artisti del “Salone dell’Umorismo” quale luogo di ritrovo sia per degustare piatti tipici liguri che per improvvisare vignette e disegni a mano libera, oggi ha un volto completamente diverso, sia negli arredi che nella cucina.

La ristrutturazione è avvenuta lo scorso dicembre, come racconta il titolare: “Abbiamo voluto dare una chiave di lettura diversa al ristorante, mantenendo comunque la sua storicità”. Perché lo “Chez Louis” è anche storia, tradizione. “Ci sono clienti che vengono da trent’anni o anche di più”, continua Jean Pierre Novembre, “Oppure stranieri che tornano qui dopo decenni e vengono a cena, ricordando la loro luna di miele”.
Americani, olandesi, finlandesi, norvegesi. Ma anche tanti, tantissimi italiani: il locale nel cuore della “città delle palme” piace da sempre e continua a piacere. Soprattutto ora.

Un ristorante moderno, che non rinuncia al bello in ogni sua forma. Senza però cadere nella banalità. Lo spiega bene Novembre: “La gente ormai è abituata al bello, che però deve essere ricercato e mai banale. Questo il motivo della nostra ricerca, della cura di ogni dettaglio”.
Dall’arredamento di industrial design dell’artista locale Giancarlo Mazzoni alla scelta degli ingredienti: tutto allo “Chez Louis” è frutto di una ricerca volta a cullare gli avventori, offrendo loro qualcosa di molto di più di un semplice pasto.

Per l’approvvigionamento di frutta e verdura si punta tutto al km zero: i prodotti, scelti con cura, provengono da piccole produzioni locali. Come il basilico, rigorosamente bio, piantato da un contadino nel suo orto poco lontano dal ristorante. “E’ fondamentale seguire la stagionalità dei prodotti”, spiega Novembre, “E proprio su di essa creare menù ad hoc”.
La “lavagnetta”, allo Chez Louis, cambia ogni due settimane: piatti nuovi e innovativi, quelli del ristorante, che rinnova la tradizione, rivisitando la cucina ligure per offrire qualcosa in più.
I best seller della stagione, poi, entrano nella carta. A decidere il tutto, sono soprattutto gli avventori. E’ anche il loro giudizio a guidare lo chef. Gli ultimi piatti ideati sono i ravioli di burrata con gli scampi conditi nel loro bisque e il trancio di ombrina cotto a basse temperature e accompagnato da spuma di patate al basilico. Irresistibili.

Il ristorante offre una vasta selezione di Franciacorta a prezzi competitivi: il tutto per accontentare i palati più raffinati. “Da settembre riproporremo la rassegna “Franciacorta and fish” che lo scorso anno ha riscosso un grande successo”, anticipa Novembre, “Si potranno degustare i vini assaporando tre pietanze di pesce”: un connubio, bollicine e pescato, che non passa mai di moda.

Insomma, la banalità non è di casa allo Chez Louis: qui tradizione e innovazione si incontrano per il piacere dei palati. Passione vera e ricerca costante sono i segreti per il successo del locale: un successo destinato a crescere ancora e ancora.

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