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Arrestati alla frontiera di Ventimiglia tre “trafficanti di uomini”

Gli stranieri sono stati identificati e accompagnati in appositi centri di accoglienza

Ventimiglia. Trentadue migranti stipati in un due mezzi: cinque in un’auto e ventisette su un furgone. Un viaggio dell’orrore, fermato grazie alla cooperazione della polizia italiana e francese.
Tre i passeur arrestati: due tunisini e un uomo del Bangladesh. Insieme avevano messo in piedi un traffico di esseri umani dal quale trarre un cospicuo profitto. Dai 100 ai 150 euro: questa la cifra pagata dai 27 uomini e dalle 5 donne in cambio di un passaggio verso la Francia.

La notte del 30 giugno, gli agenti di polizia hanno inseguito furgone e auto, tentando di bloccare il traffico di uomini una volta passata la barriera autostradale con la Francia, ma messi alle strette, i tre criminali hanno prima tentato di scappare, viaggiando in contromano, e poi hanno abbandonato i mezzi, lasciando i migranti a bordo.

Gli arresti sono avvenuti solo qualche giorno dopo, “soprattutto per salvaguardare la sicurezza dei migranti”, ha dichiarato Martino Santacroce, dirigente del commissariato di polizia di frontiera di Ventimiglia.

operazione migranti

“L’operazione è stata possibile grazie ai buoni rapporti instaurati tra la polizia di frontiera, quella di stato e la P.A.F.”, ha sottolinato Rosario Testaiuti, direttore interregionale della polizia di frontiera per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, “Questo è l’inizio di una serie di attività di contrasto al fenomeno dei passeur, un vero e proprio cancro che sfrutta i migranti” .

Impegnati nel contrasto al traffico di uomini, anche gli agenti della squadra mobile di Imperi, diretti da Giuseppe Lodeserto. In sei mesi sono 59651 le persone identificate, di cui più di 8mila grazie all’attività delle pattuglie miste. Numeri, questi, che non riguardano solo il controllo dei migranti.

Venti i passeur arrestati e, annuncia Santacroce, “seguiranno altri arresti”.

operazione migranti

Tutti i migranti trovati a bordo di furgone e auto sono stati identificati e accompagnati in appositi centri di accoglienza. Si tratta di giovani tra i venti e i trent’anni quasi tutti di nazionalità sub sahariana.

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