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Ancora un successo a Moltedo per il V Memorial Maurizio Semeria

Giovanni Ranoisio è il signore della manifestazione

Moltedo. Cinque edizioni, una più bella dell’altra. Moltedo che vive, che respira, che dimostra di essere una frazione dinamica in una Imperia sonnacchiosa da dormitorio.

Due giorni di festa, mane e sera. L’occasione è quella del pallonetto, palla elastica, balètta. Chiamatela come volete, è sempre festa popolare, il 16 e 17 luglio. Partecipazione folta, 14 terne.

Giovani presenti. Il futuro è servito. Ma il signore della manifestazione, anche se con compagni diversi, è sempre lui, Giovanni Ranoisio.

In cinque edizioni, il battitore di Dolcedo ha vinto tre volte. Attitudine, tecnica, potenza. Ha messo tutto. E non è che non gli abbiano dato filo da torcere. Moltedo è un campo che non perdona. Dove anche i terzini hanno un ruolo superbo. E le acrobazie non sono mancate.

La fase eliminatoria è entrata nel contesto bollente già ai quarti. Peccato solo per il novero dei pontedassini, con Ventimiglia e Ardissone decimati. Ne fanno le spese figure di spicco. Davide Somà aveva con sé gente come Anfossi e Marco Sasso. Pugnaci e vivaci.

Paolo Bracco già aveva timbrato qui con perizia. Il giovane Dalocchio è un emergente come i suoi compagni e come i ragazzi di Borgomaro che stanno preparando una stagione 2017 da spettacolo.

Martini non lo si scopre adesso. Si è solo trovato di fronte il trio di Ranoisio in stato di grazia. In semifinale scontro epico tra la terna locale di Claudio e Paolo Somà, padre e figlio, che giocano una partita nella partita con l’esperto Claudio Semeria a ricamare ribattute al muro.

Di fronte l’arrembante Bonavia, ormai aficionado della specialità, con Ernesto “Chicco” Giudice, che non le manda a dire ed Acquarone che non molla mai. Di fatto partita psicologica, con un combattimento in punta di fioretto, un avanzamento di Bonavia deciso e poi un blocco.

Si arriva sul 4 pari e sarà un autorevole Marco Sasso, come arbitro, a dirimere le questioni principali. Moltedo in finale. Nella seconda semifinale ecco Ranoisio con Claudio Carli e Riccardo Pellegrini. L’ultimo già vinse qui, alla prima partecipazione.

Claudio Carli è un neofita, ma viene dalla pallapugno di San Biagio della Cima, inopinatamente bloccata dall’infortunio del battitore Grasso. Ha del tempo sportivo. E lo sfrutta bene. Di fronte c’è l’artistico Paolo Chiapello, con un melange cronologico: il giovane marine Giulio Semeria e il tattico Marco Simone.

Chiapello è un virtuoso della battuta. Però imprevedibile. Forse la sua squadra patisce un problema reverenziale perché non entra in partita e Chiapello è perseguitato dalla sfortuna delle grondaie. Insomma, è un cinque a uno per Ranoisio, con un andamento altalenante: un gioco preso a zero, l’altro dopo una strenua resistenza di Chiapello e soci sul 40 pari.

Prova del nove per Chiapello con la finale ai quattro per il terzo posto, acchiappata a mente fredda e sgombra, a mente fretta, a botta calda, con Marco Simone in ribattuta al muro. E peccato per Bonavia che forse in semifinale aveva esaurito la benzina.

La finale è altrettanto attesa, perché si rivede Moltedo. I padroni di casa se la giocano con volontà e conoscenza del campo, con tutti i punti di riferimento. Claudio Somà va avanti due volte. Si gioca sulle cacce. E Ranoisio recupera puntualmente. Aiutato anche dalla grondaia, croce e delizia della giornata, pareggia. Poi la storia finisce. Anche il potenziale 3 pari viene sprecato dai locali nonostante una buona caccia. E Ranoisio chiude con la sua solita battuta sibilante e radente.

La premiazione condotta da un autorevole Silvano Anfossi, strappa ancora lacrime nel ricordo di Maurizio Semeria, con la famiglia presente. E due giorni di festa che lo ricordano. Molti gli aiuti da ricordare. Prima di tutto, doveroso omaggio alla targa offerta dalla famiglia Semeria.

E poi ecco i Fratelli Carli e la loro Linea Mediterranea, il vicino Iperstore Conad, la Spiederia di Via Garessio, il saponificio Fratelli Risso, Cambiellli Edifriuli, la stazione di servizio di Magialetti in Caramagna, l’azienda agricola di Paola Spaggiari, la Banca d’Alba, agenzia di Diano Marina, l’abbigliamento Balilla di Via Garessio di Immperia, la Confederazione Italiana Agricoltori, la Cooperativa Riviera dei Fiori, la General Ricambi di Via Buonarroti di Imperia, il Bar Barilà del piazzale Conad, l’Enoteca “Il Portico” di Pieve di Teco, la ditta Fratelli Merano di Chiusavecchia (che annovera la più alta densità di giocatori sferistici all’interno dell’organico), la Macelleria Costantini di via dell’Ospedale, Auto3 concessionaria FIAT, Ristorante Valloria di Macario Paolo ed infine il Consorzio per la Tutela dell’Olio Extravergine DOP Riviera Ligure.

Ora appuntamento al campionato italiano di palla elastica nel prossimo fine settimana, quindi tutti a Tavole ed al Parasio.

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