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Alessia Cabrini da Bordighera alla nazionale italiana di basket: “Ho inseguito il mio sogno”

La cestista: "Non è lavoro, è passione. Devo tutto alla mia famiglia"

Bordighera. E’ entrata ufficialmente a far parte della nazionale italiana di basket under 20, la cestista bordigotta Alessia Cabrini. Non è la prima volta che l’atleta affronta campionati europei vestendo il colore dell’Italia ma, assicura, “nonostante io sia in nazionale dall’under 16 e questo per me sia il terzo campionato europeo, non ci si abitua mai: vestire questa maglia e giocare per il proprio paese è sempre una grande emozione”.

Nata il 5 febbraio 1996, Alessia Cabrini ha dedicato la vita allo sport, la sua passione: il basket. Ed ora, dopo tanti sacrifici e fatiche può dire davvero di essere diventata “grande”.
Alta 1,79 centimetri, Alessia scherza: “Sono la terza più bassa della squadra”. La più alta la supera di dieci centimetri, sfiorando il metro e novanta. Tra le ragazze che condividono la maglia dell’Italia, lei è l’unica ligure. “Siamo orgogliosi di lei”, ha dichiarato il vice sindaco Massimiliano Bassi, “E faccio i miei complimenti ad Alessia sia a titolo personale, in quanto amico della mamma Barbara e del papà Roberto, che a nome di tutta l’amministrazione: grazie Alessia per aver portato in alto il nome di Bordighera”.

La famiglia: questo il centro dell’esistenza della bella ventenne. E’ grazie ai suoi genitori se Alessia ha raggiunto il sogno di giocare in nazione. “La mia famiglia è la mia forza”, racconta Alessia, “E’ soprattutto grazie a loro se sono arrivata fin qui. Mi hanno sempre seguita e sostenuta in tutto e per tutto. Mi hanno spronata e motivata. Certo è stato difficile andare via, lasciarli per vivere lontano quando avevo solo quindici anni. Ma non posso dire che non mi siano mai stati vicini: ci sono sempre stati quando avevo bisogno, anche se a separarci c’erano diversi chilometri”.
Alessia Cabrini, numero 10 della nazionale, ha iniziato a giocare nella Ra.Na.Bo. di Bordighera quando di anni ne aveva solo 4 e mezzo: “Ero l’unica femmina in mezzo ai maschi”, ride, “Ma non ricordo molto altro perché ero davvero piccolina”. Primi allenamenti, primi canestri. E poi la decisione della famiglia di spostarla prima ad Ospedaletti e poi in Francia, a Roquebrune Cap Martin. Qui la svolta: “Mi hanno vista giovare e mi hanno chiesto di andare a Nizza. Così mamma e papà hanno dovuto fare ancora più chilometri per me per portarmi a giocare sei volte a settimana”.

Di sacrifici, per superare numerose selezioni e arrivare a giocare nell’under 20 anche Alessia Cabrini ne ha fatti tanti, impegnandosi sia nello studio che nello sport. Dopo aver frequentato una sorta di collegio “all’americana” per sportivi, che l’ha portata prima a Parigi (3 anni), poi a Roma, Bologna e infine ad Umbertide, dove gioca in serie A1, Alessia ha terminato a luglio, con l’esame di maturità, il percorso delle superiori. E ora: “Per quest’anno sicuramente mi dedicherò allo sport al 100%, avendo allenamento mattina e pomeriggio. Poi chissà, mi piacerebbe molto fisioterapia, sempre a livello sportivo ovviamente”.

“Credere sempre in se stessi”: questo il consiglio che Alessia vuole dare ai giovani: “E’ sicuramente la cosa importante perché un giocatore può avere tutto il talento del mondo, ma solo con i sacrifici e la voglia di migliorarsi quotidianamente si raggiungono grandi risultati”. Come quelli che ha ottenuto lei. Forza Alessia!

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