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Aggressione a Mohamed, l’intervento di Aleksandra Matikj, presidentessa del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”

"Sia il sindaco Ioculano, sia l'assessore Viale, si pronuncino sull'episodio razzista di inaudita violenza fisica e verbale da parte di diversi aggressori Italiani"

“Ho saputo oggi della violenta aggressione razzista avvenuta pochi giorni fa ad Imperia a Mohamed D., diciannovenne ragazzo senegalese, sbarcato in Italia dodici mesi fa in Sicilia, che quella sera stava rientrando a casa dopo aver terminato di lavorare. Di notte, gli hanno tirato delle pietre, una in testa, sul lungomare Vespucci, erano in sei, tutti italiani. E quando Mohamed sanguinante ha appoggiato la bicicletta per terra chiedendo: “Perché? Perché mi avete tirato quella pietra? Cosa vi ho fatto?” è stato ricoperto di calci e pugni ripetuti, al volto e al torace mentre gli urlavano contro: “Sei un negro di m…., vattene via dall’Italia!!!” Mohamed è stato salvato da un automobilista di passaggio, che ha messo in fuga il gruppo di aggressori, è senza il quale soccorso sarebbe probabilmente morto. Il giovane, che lavora come lavapiatti in un ristorante cittadino, è stato dopo medicato al pronto soccorso dove si trovava in uno stato di choc, terrorizzato. Ospite di una cooperativa socio-assistenziale di Imperia, in attesa del riconoscimento di rifugiato politico, Mohamed è stimato e benvoluto da amici, datori di lavoro e assistenti sociali che lo descrivono come un ragazzo esile, tranquillo, un giovane che, in una tranquilla notte d’estate, solo per il colore della pelle, è stato pestato da sei codardi”, dichiara Aleksandra Matikj, la Presidentessa del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”.

Ed aggiunge seria: “Oggi noi vogliamo dire a Mohamed che in Liguria non è da solo, vogliamo dargli anche noi la nostra Disponibilità a denunciare i propri aggressori, nel caso ne avesse bisogno. Ricordo ancora alcune e simili parole rivolte a me ed agli altri immigrati che: “… rubano il lavoro agli Italiani e non devono entrare in Italia…”, le parole piene di veleno e le successive azioni di odio e cattiveria nazionalista che mi rovinarono in parte la vita dopo… Capisco benissimo come lui oggi si possa sentire, per questo motivo, se vorrà contattarci, sarei più che lieta e denunciare, appena noti, i sei aggressori razzisti che lo hanno aggredito in modo tanto ville e vergognoso. Mohamed, prima di arrivare in Italia, aveva affrontato un viaggio massacrante in mare dopo aver affrontato un lungo, doloroso calvario di due mesi e mezzo camminando, in mezzo a due deserti, per raggiungere la Libia e il sogno italiano. Negli occhi orrore, sangue, fatica e morte, minacce. Di certo però, se la questione politica ad Imperia con il sindaco Enrico Ioculano fosse stata gestita in modo più appropriato e con le parole più accoglienti verso i profughi come Mohamed, anziché con le ordinanze e le misure preventive vari, forse questa e le altre eventuali aggressioni non sarebbero nemmeno successe. Non può parlare il sindaco di Ventimiglia di “israelizzare il nostro modo di vivere” generalizzando anche per i profughi perché io vengo dalla Serbia dove come in Israele si viveva nel terrore dai terroristi ma non per questo confondo i profughi islamici con i terroristi islamici. Non bisogna nemmeno dimenticare che tanti Profughi scappano dai propri paesi proprio dagli stessi terroristi…”

“Oggi però anche mi chiedo, ma se quei profughi di Ventimiglia fossero andati a Nizza? A quest’ora si sarebbe già scatenata un’ipnosi razzista di enormi misure con i risultati di aggressioni e violenze verbali e fisiche in tutta la Liguria e non basta aver pronunciato e soltanto dopo l’attentato terroristico due parole del tipo che non hanno visto tra quei Profughi di Ventimiglia, tanto criticati anche dall’Assessora regionale alla sanità Sonia Viale, dei terroristi che andavano in giro a fare gli attentati. Ora però, sia il sindaco Ioculano, sia l’assessore Viale, si pronuncino sull’episodio razzista di inaudita violenza fisica e verbale da parte di diversi aggressori italiani”, conclude la Matikj.

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