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Ventimiglia, Malivindi: “Sul caso Civitas intervenga e faccia luce la magistratura”

Si scalda il consiglio comunale per il caso Civitas. Ad intervenire, durante l'assise, sono stati a più riprese i consiglieri di minoranza

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Ventimiglia. Si scalda il consiglio comunale per il caso Civitas. Ad intervenire, durante l’assise, sono stati a più riprese i consiglieri di minoranza. “Visto l’accesso quasi quotidiano da parte della guardia di finanza in comune”, ha sottolineato Silvia Malivindi, “In un caso del genere, secondo me, la maggioranza doveva indire di propria iniziativa un’assemblea pubblica, un consiglio comunale per chiarire la situazione. Sappiamo che ci sono delle indagini che riguardano diversi aspetti. Se c’è una volontà politica sul fatto di non pagare le fatture… allora sarà la magistratura a chiarirlo”.

Dopo una breve cronistoria della municipalizzata, il consigliere M5S ha dichiarato: “Si pensava che Civitas avesse debiti mostruosi. Questo è successo diversi anni fa, ad oggi ci siamo accorti che non è proprio così. Di fatto la Civitas non aveva tutti i debiti che si pensava che avesse. Erano stati fatti male i conti? C’è un piccolo errore di 4 milioni di debito in più… invece che 700mila si è parlato di 4milioni e 700mila. Questa amministrazione ha deciso di continuare sulla linea pre-tracciata dai commissari. Ho sempre detto: bloccate questa liquidazione, c’è qualcosa che non va”.

Sull’azione dell’amministrazione la Malivindi ha dichiarato: “Gli esposti li presenta l’opposizione, l’amministrazione deve evitare che certi fatti avvengano altrimenti denota scarsissimo interesse della cosa pubblica”.

A questo punto, su espressa richiesta del consigliere Ballestra, ha preso la parola il vice sindaco Silvia Sciandra, “Sulle ragioni che hanno spinto gli investigatori a fare indagini, risponderanno loro. Chiedere un consiglio comunale su cosa? Non siamo tenuti a dire quali documenti sono stati sequestrati e non sappiamo su cosa che vertano le indagini”.

“Tra le fatture non pagate alla Civitas”, ha continuato la Sciandra, “Ce ne sono che risalgono a 2009, 2010, 2011, 2012. Io che sono un’anima candida, mi chiedo, ma dovevamo arrivare noi? Era giusto o non era giusto chiedere agli uffici se queste fatture devono essere pagate? Penso sia una domanda legittima. Erano fatture vecchie, ci siamo sorpresi che non fossero state pagate. La cosa più semplice era pagare le fatture, e noi ci siamo chiesti se si potevano pagare: la risposta degli uffici è stata che c’erano dei problemi. Ritenevamo non corretto conferire soldi ad una società già in liquidazione”

Ha puntualizzato l’assessore Faraldi: “Gli atti di liquidazione del pagamento non sono in mano agli amministratori ma in capo ai funzionari”. Dura la replica della Malivindi: “Ma allora andatevene a casa e lasciate i funzionari”. “Non sarei voluto intervenire”, ha esordito il consigliere Roberto Nazzari, “Ma dopo aver ascoltato questa diatriba mi chiedo: ma veramente giocate? Se un funzionario vi dice che non liquida una fattura, non vi chiedete perché? Allora dovete denunciare il malfatto. Se lui non la vuol pagare è perché c’è un falso dietro, e voi che siete a conoscenza del fatto dovete denunciare alla magistratura”.

“E’ stato fatto”, ha sottolineato anche il sindaco Ioculano.  “Mi è venuto un dubbio”, ha dichiarato il consigliere Ballestra, “Ma se io ho una società e, per ragioni di carattere diverso, va male, ma allora posso autorizzare qualcuno a commettere dei reati per poter pagare i debiti? E’ una domanda che mi faccio. Abbiamo parlato solo di tutte le colpe che ha questo liquidatore! A una conclusione ci sono arrivato: in questo comune commissariato per mafia in modo illegittimo, sono seguiti due anni di commissari che dovevano bonificare la situazione, è arriva un’amministrazione che si trova ingrovigliata in una matassa…ma quindi non è stato bonificato nulla?”.

 

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