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Tutela dei lupi, De Paoli: “I due ordini del giorno non tengono conto di un’emergenza da arginare”

Giovanni De Paoli, consigliere regionale della Lega Nord si esprime sul contenimento della popolazione dei lupi

Genova. Giovanni De Paoli (Lega Nord): «I due ordini del giorno presentati dal Pd e dai Cinque Stelle sulla tutela del lupo sul nostro territorio non tengono conto di un’emergenza che deve essere arginata, quella dei lupi in Liguria i cui esemplari, negli ultimi mesi, stanno aumentando in modo esponenziale. Invece di fare tanto gli animalisti perché va di moda, pensiamo ai danni provocati alle produzioni agricole e agli allevatori liguri che purtroppo si ritrovano con terreni devastati e animali uccisi».

Il consigliere regionale della Lega Nord Giovanni De Paoli interviene sugli Ordini del Giorno presentati dal Partito Democratico e dal Movimento Cinque Stelle sulla tutela dei lupi.

«Nel documento dei grillini, ad esempio, – dice De Paoli – si chiede alla Giunta di incentivare gli allevatori a proteggere le greggi e gli animali al pascolo con l’utilizzo di cani da pastore e a custodirli in stalla o con recinti elettrificati. Roba da pazzi! Sono piuttosto i lupi che dovrebbero essere inseriti all’interno di tali recinti».

I danni provocati da parte dei lupi o di altri animali selvatici sono in aumento: nel 2014 i lupi certificati in Liguria erano 50, in dieci branchi, ma nell’ultimo anno la situazione è esplosa. Secondo le stime della Regione sui monti liguri scorrazzano fino a 200 esemplari di lupo.

«Quasi quotidianamente – continua De Paoli – siamo abituati a leggere sulle cronache locali dei continui attacchi agli animali al pascolo da parte di branchi di lupi che scorrazzano nelle nostre campagne. Non solo pecore e capre al pascolo, ma recentemente oltre a numerosi cani da caccia, i lupi hanno sbranato anche un vitello. Chi ha avuto la felice idea di reimportare il lupo e non solo sui nostri monti, non lo ha certo fatto con lo scopo di creare la cosiddetta biodiversità, ma lo ha fatto a mio giudizio, solamente per creare un interesse di bottega a proprio vantaggio, infischiandosene allegramente dei problemi che avrebbe creato alle poche aziende agricole rimaste a presidiare il territorio».

Recentemente sono sono stati approvati dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai, i nuovi criteri per la prevenzione e il risarcimento dei danni provocati alle produzioni agricole e agli allevatori liguri dalla fauna selvatica, ungulati e lupo. In questo modo si riesce a dare omogeneità su tutto il territorio regionale alle modalità di riconoscimento, di verifica e di monitoraggio dei danni provocati dalla fauna selvatica e al funzionamento del Fondo per il risarcimento ad agricoltori e allevatori.

«Quando l’agricoltura rappresentava sul nostro territorio una risorsa economica di tutto rispetto, era prassi normale cacciare gli animali nocivi durante il periodo invernale, questo consentiva di poter allevare animali domestici in tutta tranquillità, c’era poi tanta selvaggina da cacciare come lepri, pernici, fagiani. Gli ultimi lupi presenti sul territorio del comune di Varese Ligure furono eliminati definitivamente intorno al 1870, il comune aveva persino istituito un premio di una certa rilevanza a chi consegnava una coda di lupo».

Il consigliere cita ciò che un’imprenditrice agricola di Varese Ligure gli scrisse: “A novembre sono due anni che ho avuto la sorpresa del lupo. Addio pecore, le ha ammazzate tutte e non ho ancora avuto un risarcimento, tanti fogli da compilare e basta. Occorre poi fare i box per i vitelli perché se te li trovano legati alla catena, sono 3000 euro di multa”.

«Questa è una fattoria tramandata di padre in figlio – conclude De Paoli – che molto presto chiuderà i battenti, e come questa ne seguiranno molte altre. Purtroppo coloro che rimarranno caparbiamente sul territorio, saranno alla fine costretti, come successe agli indiani, a vivere in riserva».

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