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Liguria, Pastorino (Rete a Sinistra): “Approvata la legge sulla legittima difesa”

Gianni Pastorino: “Un abominio giuridico: provvedimento incoerente, parziale, incomprensibile”

Liguria. Il ddl.30 sulla “legittima difesa” è legge. Approvato con la solita maggioranza risicatissima di un voto, il provvedimento introduce il patrocinio della Regione a chi sia indagato per aver commesso un delitto per eccesso colposo in legittima difesa, ovvero assolto per la sussistenza dell’esimente della legittima difesa.

«Un abominio giuridico, perché si mischiano due situazioni completamente diverse. La posizione di che è indagato è ancora da giudicare, la posizione di chi è stato assolto è già stata verificata – polemizza il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino – Tutti i soggetti auditi in commissione, fra cui ordine degli avvocati, direttivo della Camera penale, avvocati penalisti, associazioni Libera e Casa della Legalità, si sono espressi contro questa legge, evidenziandone più volte la contraddittorietà. Insomma, la maggioranza di centrodestra ha proposto un provvedimento parziale, per certi versi incomprensibile, che fa acqua da tutte le parti; e lo ha approvato solo per meri scopi di propaganda».

«Come se non bastasse, la legge non sembra avere attinenza con quanto avviene nella nostra regione; quindi la giunta non fa un buon servizio alla comunità dei liguri – prosegue Pastorino – È vero che stavolta l’Assessore Viale ha partecipato alla discussione e ha mostrato aperture, ma è pur vero che gli emendamenti migliorativi sul merito non sono stati presi in considerazione. Non ho pregiudizi ideologici, ma visti questi presupposti ho votato assolutamente contro: quando non c’è coerenza giuridica e non c’è lettura del territorio, ma solo afflato ideologico, non si può essere a favore».

Alla fine i veri legislatori rischiano di essere proprio i consiglieri di minoranza, se è vero che – come affermato dall’Assessore Viale – gran parte degli emendamenti di opposizione bocciati quest’oggi in aula saranno inseriti nella delibera di giunta attuativa della legge.

«Si riconferma quindi la solita bocciatura “d’ufficio” delle proposte di opposizione: atto di prepotenza senza scopo, che serve solo al rito politico, all’autocelebrazione della destra al potere – commenta Pastorino – Perché fuori dall’aula le proposte di opposizione serviranno, eccome, proprio per scongiurare le storture legislative cui va incontro la maggioranza. E la giunta lo sa».

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