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“Io miracolato di Istanbul”, la storia di Angelo Saglietto scampato a due attentati

E nella ex Costantinopoli c'era anche l'ex assessore regionale Gabriele Cascino tornato però domenica dopo un viaggio di piacere

Sanremo. L’eco dell’attentato sanguinoso all’aeroporto Ataturk di Istanbul è arrivato anche nella nostra provincia. Da ieri sera le notizie che rimbalzano dalla Turschia sono drammatiche.

Tra i miracolati di questo ennesimo attentato terroristico c’è anche Angelo Saglietto di Imperia figlio dell’ex assessore Gerolamo. Si trovava nella città turca una settimana fa proprio nell’aeroporto teatro di questo ennesimo orrore.

Lo stesso Saglietto si lascia andare ad una riflessione: “Solo venerdì scorso ero in quella sala di questo aeroporto, mi sembra impossibile quello che successo è blindato super sorvegliato da un esercito di polizia e agenti anti terrorismo in borghese, comunque mi ritengo molto fortunato in quella città è la seconda volta che scapolo l’attentato il primo a marzo vicino al gran bazar e il secondo ora. Ma quando finirà questa follia? L’assurdo lo fanno (dicono loro) in nome di un Dio, non ci sono altri commenti da fare”.

angelo saglietto

Insomma un vero e proprio miracolato e la lista di imperiesi scampati a questa barbarie si aggiunge anche Gabriele Cascino ex assessore regionale durante la passata amministrazione Burlando che si trovava nella città turca. Cascino ha fatto sapere su Facebook di essere tornato domenica in Italia.

Intanto si aggrava il bilancio della strage di ieri sera all’aeroporto Ataturk di Istanbul, dove tre kamikaze si sono fatti saltare in aria. Secondo l’ufficio del governatore di Istanbul, Vasip Sahin, il numero dei morti e’ salito a 41, tra cui 13 stranieri. Mentre sono 239 i feriti accertati, di cui 109 gia’ dimessi dagli ospedali.

Tra le 41 vittime, per le quali é stato decretato un giorno di lutto nazionale, oltre ai cittadini turchi, ci sarebbero 5 sauditi – tra cui almeno 3 anche con cittadinanza turca – 2 iracheni, 1 tunisino, 1 uzbeko, 1 cinese, 1 iraniano, 1 ucraino, 1 giordano e una donna palestinese. Le vittime di cui finora è stata accertata l’identità sono 37. Tra queste non risultano al momento italiani, anche se sono ancora in corso verifiche. Nel conto delle vittime non sono inclusi i 3 kamikaze, di cui e’ stata conclusa l’autopsia. La loro identità non é ancora stata resa nota, ma secondo fonti delle indagini si tratterebbe di cittadini stranieri. Secondo le stessi fonti, sarebbe una donna la persona arrestata ieri sera dalla polizia turca perché sospettata di far parte in qualche modo del commando.

Tre terroristi armati di kalashnikov hanno aperto il fuoco ieri intorno alle 22 locali ai controlli di sicurezza nella zona degli arrivi dello scalo. Poco dopo, si sono fatti saltare in aria durante uno scontro a fuoco con la polizia. Ma il commando, secondo fonti di polizia, sarebbe stato composto da 7 persone, di cui altre 3 sarebbero in fuga e una arrestata, appunto la donna.

Anche se non é ancora stata rivendicata, sulla strage grava l’ombra dell’Isis. Secondo il premier turco, Binali Yildirim, finora tutte le indicazioni suggeriscono ci sia la mano dello Stato Islamico. L’attacco, ha sottolineato Yildirim, arriva mentre la Turchia sta avendo successo nella lotta al terrorismo e sta cercando di normalizzare i rapporti con Paesi come la Russia e Israele.

L’aeroporto e’ parzialmente riaperto. Le autorità riferiscono che i voli sono ripresi, ma sono almeno un terzo quelli cancellati e ci sono molti ritardi. Anche i social network funzionano a singhiozzo. Sia Facebook che Twitter risultano fortemente rallentati per gli utenti turchi, al punto da essere di fatto inaccessibili.

(Foto copertina Ozan Kose, Afp)

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