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Agnesi, un operaio: “A noi la propaganda non interessa”

Lavoratori sempre piú preoccupati per la loro sorte

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Imperia. La grancassa tuona. La propaganda sfodera le sue armi fatte di parole che devono confondere. La verità è lontana, la realtà un po’ meno. Le decisioni sbagliate sono tutte in una confezione di pasta che soddisfa sempre meno il cliente. La sola certificazione che veramente vale. Quelle lontane da raggiungere sono solo parole che devono screditare per giustificare il dubbio cammino intrapreso. Altro che silenzio, ora Agnesi parla anche troppo avendo sempre meno da dare. Parole che devono consegnare ad una opinione pubblica distratta un’immagine buonista ma che da tempo, abbiamo visto, viene contraddetta dai fatti. Sentiamo parlare di locali che non consentono sviluppo quando da anni, interi piani sono lasciati in abbandono ed ora si spendono capitali per produrre la metà di quanto si può fare ad Imperia, sempre senza molino che invece qui viene lasciato funzionante ma semplicemente spento.

Inoltre una gestione sempre attenta al profitto, tanto da sacrificare la qualità, avrebbe invece recentemente investito decine di milioni per locali che non consentono molte certificazioni. Direi contraddittorio; a maggior ragione visto che ora si vuole ristrutturare in veste di museo e ristorazione. Parole che arrivano con modi e tempi curiosi perché sono propaganda: i buoni, la direzione, da una parte e i cattivi, tutto il mondo operai soprattutto, dall’altra. Mancano a dar valore alle parole dette, i fatti e i numeri che abbiamo sempre chiesto fino ad arrivare, per ottenerli, allo sciopero.

La produzione sarà trasferita a Fossano, questo è un dato certo da febbraio 2016 dopo averci tenuto in sospeso con qualche “almeno a tutto il 2016” mentre si portava avanti il progetto delle “Eccellenze liguri” , ad esclusivo vantaggio per la proprietà.

La grancassa suona ed è frastuono che mette molto a tacere ma batte il tempo che dobbiamo tenere: tempo di ricollocamento.

Un suono poco chiaro fatto di numeri che non tornano, come sempre, ma devono tornare oggi perché anche una sconfitta non deve apparire tale. I buoni devono vincere anche se si lasciano alle spalle macerie di una gestione sconsiderata ma va bene perché le chiameremo museo.
La grancassa suona ma tra non molto il rimbombo si farà silenzio ed allora se diciamo ancora qualcosa è perché oggi costruiamo un pezzo importante del nostro futuro.

Sono Davide Fasciana, operaio Agnesi… da ricollocare.

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