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Agnesi, al via i colloqui conoscitivi con i dipendenti

Lo storico stabilimento chiuderà i battenti a fine anno, Colussi vuole aprire un museo

Imperia. Lavoratori nella palude da mesi e ora sono arrivati al bivio del classico “prendere o lasciare”. Anche oggi sindacalisti e dipendenti hanno analizzato in assemblea il quadro dei possibili scenari in vista di un nuovo incontro il 21 luglio. Da lunedí prossimo inizieranno i colloqui conoscitivi con l’azienda con tre opzioni: ricollocazione, accompagnamento alla pensione o buoni uscita.

Nel primo caso il piano industriale prevede il trasferimento in altre tre le sedi di riferimento: lo stabilimento di Fossano, in provincia di Cuneo, in quello di Leinì e in quello di Tavarnelle, in provincia di Siena, dove si produce il marchio “Sapori”.

 Gli stessi trasferimenti tuttavia sono legati a qualifiche specifiche, quali, ad esempio, quelle di “manutentore” e “capo turno”, situazione che riduce i numeri di chi vi può aspirare. Inoltre quella del manutentore è una professionalità che può trovare più facilmente impiego, rispetto ad altre. Alla fine della storia, i “ricollocati” invece di essere una novantina, come ipotizzato da Colussi, potrebbero quindi essere una quindicina, ma è prevista la collocazione anche alla Class di Chiusavecchia.

E’ un momento delicatissimo perché sono emerse forti differenze fra le cifre ipotizzate e quanto potrebbe avvenire nella realtà. A cominciare dai lavoratori che potrebbero essere “accompagnati” alla pensione. Per l’azienda, sarebbero una ventina, ma, secondo i sindacati, molto meno di dieci avrebbero l’anzianità necessaria per accedere agli ammortizzatori sociali. Gli altri maturerebbero l’anzianità soltanto fra cinque o sei anni. 

Oggi si é deciso di non rompere il tavolo delle trattative, ma i nervi sono tesissimi. I dipendenti chiedono un intervento rapido delle istituzioni perché un salvagente che possa salvare il salvabile é diventato indispensabile prima del naufragio “prima il nostro, poi con la chiusura dello stabilimento”. 

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