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Dalla fantasia dell’imperiese Vallarino esce il videogioco Zigamus

Un gioco di avventura a interfaccia testuale dove si combattono gli zombi

Imperia. Porta la firma di un imperiese il videogioco promozionale del Museo del Videogioco di Roma. Da qualche giorno è possibile scaricare dal sito www.vigamus.com la storia interattiva Zigamus: Gli Zombi al Vigamus, firmata da Marco Vallarino. L’opera, presentata in anteprima lo scorso 20 febbraio nello stesso museo, è un gioco di avventura a interfaccia testuale, come tutti quelli scritti da Vallarino, appassionato di ipernarrativa e di nuove forme di intrattenimento letterario. 

L’azione, che vede il giocatore fronteggiare un’invasione di zombi, si svolge nello stesso museo del videogioco. Per sbarazzarsi dei mostri mangiacervelli bisognerà utilizzare i cimeli del museo come armi, inventandosi le azioni più strampalate. Il gioco, di genere umoristico e paradossale, è stato sviluppato proprio per promuovere l’allestimento del Vigamus, che offre una vasta collezione di videogiochi, computer e console d’epoca, insieme a vari gadget e documenti che raccontano la storia dell’intrattenimento videoludico dagli anni 70 a oggi. 

L’auspicio del direttore Marco Accordi Rickards è che l’opera di Vallarino possa attirare l’interesse di chi non ha ancora visitato il Vigamus e, allo stesso tempo, confermare come i videogiochi non siano solo un modo per divertirsi, ma anche un mezzo per informare. Zigamus è disponibile gratuitamente in un formato multipiattaforma che permette di giocare anche su tablet e smartphone, oltre che su PC. È inoltre in preparazione una traduzione in inglese, che dovrebbe vedere la luce in primavera. Maggiori informazioni saranno presto disponibili sul sito dell’autore: www.marcovallarino.it e su Twitter. 

Intanto Vallarino continua, ogni giovedì pomeriggio, a portare avanti il suo corso di videogame design all’I.I.S. “G. Marconi” di Imperia. Un’iniziativa proposta in Liguria per la prima volta, che permette agli studenti di imparare a progettare e programmare videogiochi tramite un linguaggio a oggetti. In questo modo i ragazzi apprendono le basi di una professione che sembra avere ottimi sbocchi nel mondo del lavoro di domani.  

 

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