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Giovane coppia sanremese con in casa più di tre chili e mezzo di “erba”: lei assolta e lui condannato a un anno e quattro mesi foto

Imperia. Si è tenuto oggi in tribunale il processo in rito abbreviato a carico di una coppia di giovani sanremesi. Si tratta del 20enne Domenico Ceravolo e della 24enne Denise Palma, entrambi accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Lei è stata assolta ma lui, che si è sempre “accollato” la droga rinvenuta, è stato condannato dal giudice Massimiliano Rainieri a un anno e quattro mesi (pena sospesa). Il legale di Ceravolo era l’avvocato Luca Ritzu, mentre di Palma Andrea Artioli.

L’ARRESTO DEL 7 NOVEMBRE SCORSO

Nel pomeriggio i Carabinieri del Nucleo Operativo hanno effettuato un blitz in un appartamento in zona Borgo ed hanno tratto in arresto una coppia di giovani.

L’operazione è stata portata a termine nell’ambito dell’attività di contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti che i Carabinieri della Compagnia matuziana, agli ordini del Capitano Paolo De Alescandris, stavano conducendo nelle zone “sensibili” della città.
A finire nella rete dei Carabinieri del Nucleo Operativo era stata una coppia di giovani. Entrambi erano stati tratti in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il blitz è stato effettuato tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio , quando i militari dell’Arma hanno fatto irruzione nell’abitazione dove viveva la coppia.
A seguito di perquisizione domiciliare, i due sono stati trovati in possesso di un vero e proprio deposito di sostanze stupefacenti all’interno dell’appartamento.
Più di 30 involucri di grosse dimensioni e del peso di oltre 100 grammi ognuno con all’interno cannabis indica già lavorata, essiccata e posta sottovuoto. Il peso totale della sostanza stupefacente sequestrata è pari ad oltre 3 Kg e 600 grammi.

Ma non solo, all’interno dell’appartamento c’era tutto il necessario per l’attività di confezionamento della sostanza stupefacente. I Carabinieri hanno infatti sottoposto a sequestro numerosi sacchetti in plastica dello stesso tipo di quelli contenenti la droga, un grinder, due bilancini di precisione e una macchina utilizzata per mettere sottovuoto la sostanza stupefacente.

I Carabinieri hanno sequestrato anche oltre 600 euro in contanti ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Commenti

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  1. Scritto da stef

    “Difficile dire in questo momento da quale parte penda la bilancia, se da quella della quantità o quella della qualità”
    D’accordissimo !
    Il fatto però ora è il seguente.
    Secondo noi, e partendo dal principio che sicuramente ci sono stati dei veri furbetti in questa vicenda, e che questi debbano essere sanzionati “come si deve”, l’indagine della finanza non è stata guidata nel modo migliore.
    Durante le registrazioni con le telecamere gli agenti hanno 1. omesso di verificare se i dipendenti erano tenuti a timbrare per le uscite di servizio, ossia se c’era un regolamento in proposito (e di certo non c’era) – 2. omesso di vedere cos’andavano a fare tutti questi dipendenti (probabilmente per mancanza di mezzi si sono limitati ai casi più eclatanti). Non è sembrato strano a nessuno che tutte queste 270 persone fossero truffatori?
    Così, numerosi sono i dipendenti che sono stati ripresi ad uscire dal Palazzo Comunale per andare a fare un lavoro legato alle loro mansioni (senza timbrare), e sono stati accusati ingiustamente di fare i fatti loro. Nell’infervoramento generale, questo numero troppo alto di accuse è stato dato in pasto ai media, ed ora risulta difficile per le autorità ridimensionare le cose.
    Tant’è vero che, sempre a nostro parere, la Segretaria Comunale Concetta Orlando (nel suo ruolo di “Ufficio Provvedimenti Disciplinari”) sta impartendo sanzioni a raffica, non solo ad alcuni dipendenti che sono stati truffaldini, ma anche a quelli che sono finiti senza colpa sui giornali e dunque nella rete mediatica. Questa impossibilità di archiviare molti casi da parte di questa signora deriva forse da un’accordo (carrieristico?) con la Procura (o la Guardia di Finanza) che consiste nel mantenere alta l’immagine dell’autorità, evitando di indietreggiare sul campo dell’ammissione di eccesso nelle accuse.
    E come si spiega che tutte le informazioni quotidiane sui provvedimenti arrivino in tempo reale sulle rotative della stampa locale, a volte ancora prima degl’ interessati stessi?
    Quanto all’attitudine dell’Amministrazione, rimasta totalmente inerte dall’inizio invece di dare precisazioni su quale erano le persone più sospette, si racconta che il Sindaco Biancheri abbia un’azienda commerciale e tenda ad evitare un controllo angariante in caso d’intromissione …
    Diciamocelo: questo lavoro fatto probabilmente in modo impreciso ha creato molti danni. Nel futuro troveremo le risposte necessarie a tutti questi interrogativi. Ma una cosa è certa: non parliamo di qualità, ma di quantità.