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Migranti, i residenti di Vessalico scrivono al sindaco

Si sarebbe potuto dare atto di questo direttamente con un comizio – peraltro facilmente realizzabile in un Paese di ridotte dimensioni come il nostro...

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Vessalico. “La sottoscritta popolazione di Vessalico (residenti e non) con la presente interviene, a buon diritto, nella discussione scaturita a seguito dell’approdo dei migranti nel nostro Paese che ormai da giorni vede contrapporsi maggioranza e opposizione. Si badi: non si ha alcuna intenzione di contestare l’accoglimento dei migranti a Vessalico dal momento che irragionevoli sentimenti di rigetto o di ostilità non ci appartengono. Al contrario è noto come la popolazione abbia dimostrato negli anni spirito di accoglienza e rispetto verso gli stranieri. circostanza, questa, confermata anche dal fatto che il Comune di Vessalico si colloca tra i primi tre nella Regione Liguria quanto a percentuale di stranieri residenti. Intendiamo invece catalizzare il nostro intervento sulle modalità “poco democratiche” con le quali l’Amministrazione ha operato e nel fare ciò citeremo testualmente quanto S.E. il Prefetto ha espresso nella lettera del 07 agosto 2015 indirizzata “ai Sigg. Sindaci dei Comuni della Provincia” e “al Sig. Commissario Straordinario”. Più precisamente, contestiamo il fatto che né la popolazione né la minoranza (la quale rappresenta senza dubbio alcuno una significativa parte dell’elettorato) siano state messe a conoscenza della possibile eventualità – poi concretizzatasi – dell’approdo di migranti nel nostro Comune. Si sarebbe potuto dare atto di questo direttamente con un comizio – peraltro facilmente realizzabile in un Paese di ridotte dimensioni come il nostro – oppure, in alternativa, indicendo un Consiglio Comunale il quale avrebbe dato la possibilità di prendere coscienza della situazione sia alla minoranza che ai cittadini essendo di norma pubbliche le riunioni.

Nulla di ciò è stato fatto e una simile omissione ha, tra l’altro, precluso ogni possibilità di coinvolgere democraticamente la popolazione nell’accoglienza dei migranti e di ricevere da essa un parere condiviso sulle modalità in cui questa accoglienza si sarebbe potuta realizzare. Inoltre la condotta dell’Amministrazione è avvenuta disattendendo quanto disposto da S.E. il Prefetto con la citata lettera nella quale inoltre si può leggere: “l’apporto del Sindaco, quale primo referente della comunità amministrata, diviene insostituibile per la messa a fattor comune delle potenzialità del volontariato sociale e in generale delle diverse forme ed espressioni che la solidarietà può assumere nel contesto di riferimento, senza trascurare il suo ruolo di Autorità che meglio e più direttamente può far pervenire ai concittadini una corretta informazione sulla effettiva connotazione del fenomeno migratorio, a scanso di ingiustificate chiusure verso la presenza di migranti”. Quindi si evince e si sottolinea come la diffusione di una corretta informazione fosse resa necessaria non solo dal buon senso ma soprattutto dalle parole di S.E. il Prefetto le quali, come intendiamo sottolineare, non hanno trovato alcun seguito nell’operato dell’Amministrazione che ha, invece, agito in solitudine rifiutando qualsiasi forma di discussione con (e di coinvolgimento dei) cittadini, atteggiamento che non può essere interpretato se non come un gesto di mancanza di fiducia nei confronti del nostro spirito di accoglienza che i numeri ben rappresentano. Inoltre intendiamo evidenziare come l’alta percentuale di stranieri residenti presenti a Vessalico (26,9% fonte ISTAT 1° gennaio 2015), per ciò solo, imponeva e impone all’Amministrazione di informare i cittadini dell’approdo dei migranti nel nostro Paese per due ragioni evidenti a tutti.

Da una parte, la mancata comunicazione costituisce condotta del tutto irrispettosa verso una popolazione che non solo aveva il diritto di essere informata ma che mai avrebbe manifestato sentimenti di dissenso verso l’arrivo dei profughi proprio in forza dello spirito di accoglienza che l’alto numero di stranieri residenti presenti dimostra e [2] conferma. Dall’altra parte, però, una simile percentuale obbliga a decisioni quanto mai ponderate e condivise sull’approdo di nuovi soggetti in un Paese, da un lato, ben conscio dello sforzo posto in essere dalle Istituzioni e della collaborazione che il senso di umanità impone, ma, dall’altro lato, altrettanto consapevole di aver ormai ampiamente raggiunto una ragionevole presenza di cittadini stranieri residenti. La mancanza di rispetto perpetrata con questo comportamento non può che aver generato malcontento e incomprensioni e fatto venir meno la nostra fiducia verso l’Amministrazione in un contesto, quello comunale, dove la fiducia reciproca costituisce elemento imprescindibile per l’appoggio e il sostegno di cui coloro che sono stati chiamati ad amministrare il Paese necessitano per svolgere in maniera democratica il loro mandato il quale, come è noto, non è esente da responsabilità politica.”

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