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Giovedì 09 Febbraio 2012 | Ultimo aggiornamento 00:55

Domenica 1 agosto

110° raduno sul Monte Saccarello ai piedi della statua del Redentore




- Sabato S.E. Mons. Careggio celebra una Messa a Triora, nella Collegiata, nel 10° anniversario della beatificazione dell'arcivescovo Tommaso Reggio

Ancora un appuntamento con il Saccarello, ancora un appuntamento con il Redentore. Come ogni prima domenica di agosto, da 110 anni a questa parte, anche quest'anno, domenica 1°agosto, l'appuntamento si rinnova su una delle cime più alte delle alpi marittime, al confine fra l'Italia e la Francia, fra la Liguria ed il Piemonte, fra la provincia di Imperia e quella Cuneo.
Era il 1900 quando Papa Leone XIII, durante la Messa della vigilia di Natale in San Pietro, annunciando il Giubileo per l’anno Santo 1900, dichiarò di voler celebrare l’arrivo del XX secolo dedicando il Novecento al Redentore. La sua iniziativa coinvolse tutte le regioni italiane che si fecero carico di individuare le vette montane che avrebbero accolto le statue, i monumenti o le gigantesche croci per rappresentare il Redentore. Così, anche nel ponente ligure, qualcosa si "mosse" e, dapprima in treno, poi con carri trainati da buoi, ed infine a forza di braccia, il "nostro" Redentore si "installò" sulla cima del Monte Saccarello.  

Da allora, ogni anno, la prima domenica del mese di agosto, c'è l'appuntamento sul monte Saccarello, da allora, i vari Lanteri, Stella, Saldo, Martini, Imperiale, Lantrua, Astini, tanto per citarne alcuni, oltre a molti altri ovviamente, con le loro famiglie, si sono ritrovati su quella cima: un momento di raccoglimento, un momento di pausa e di riflessione, spesso una ricarica sufficiente per proseguire per un altro anno, un anno che qualche volta ha avuto come significato la parola guerra, un anno che qualche volta ha voluto dire fame, un anno, comunque, sempre benedetto dal Signore, e la riprova è che ogni anno, qualche volta più numerosi, qualche volta meno, ma sempre con tanto affetto, gratitudine e speranza, ci si ritrova lassù, sperando di essere un pò più vicini al cielo, alla salvezza.

Ma quale fascino emana quel posto, quella statua ad oltre due mila metri di altezza? Se sei disteso su una spiaggia puoi pensarci e meno, ma se solo superi i cinquecento metri di altitudine, diventa quasi una smania, il doverci arrivare a tutti i costi, anche con la lingua penzoloni, ma ci si deve arrivare e poi a mano a mano che il sentiero sale in quota, si vede la statua sempre più vicina e sembra di toccarla con un dito anche se, a dire il vero, si riesce, una volta giunti, a toccare soltanto il basamento alto più di 5 metri su cui si erge la statua. Personalmente sono circa 30 anni che vado sul Saccarello, non solo per l'appuntamento di agosto, ma anche in altre occasioni e tutte le volte è come se fosse la prima volta, eppure lassù sembra esserci soltanto una  statua, soltanto una bella vista godibile la mattina, con le nuvole che incombono in tarda mattinata.
Evidentemente, non è solo questo. 
Alle spalle il Marguareis, a sinistra in basso le malghe, la strada per le navette e  Piaggia, poi proprio sotto la statua, come al fondo di un burrone Verdeggia: ad agosto è difficile trovare i rododendri in fiore come capita in tarda primavera, eppure il Redentore ha il suo fascino, come lo ha il raduno annuale, come lo ha la presenza costante del vescovo diocesano, Mons. Alberto Maria Careggio che dal 2004, anno del suo ingresso in Diocesi, non è mai voluto mancare all’appuntamento e che sabato a Triora,nel suo percorso di "avvicinamento" al Saccarello, alle 18.30 nella Collegiata celebrerà una Santa Messa in preparazione al raduno del Redentore, ricordando il 10° anniversario di beatificazione ad opera di S.S. Giovanni Paolo II, dell'Arcivescovo Tommaso Reggio.

Domenica ci ritroveremo lassù, per partecipare alle 11.00 alla celebrazione della Santa Messa, per ritemprare spirito e corpo, per fare il pieno di energia, un pieno gratuito, ma di cui abbiamo estremamente bisogno.

di Diocesi24

31/07/2010

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