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Politica
Allarme criminalità in provincia di Imperia, "Generazione Italia": riflessioni di Fini e Borsellino

Salvatore Borsellino
Generazione Italia vuol portare all’attenzione del dibattito in corso sul ruolo della politica per contrastare la criminalità sul territorio provinciale 2 importanti riflessioni che inducono i politici ha darsi dei codici di condotta etica ben più restrittivi di quelli del codice penale. Una sfida importante che può essere affrontata con determinazione e coesione da tutti coloro, e sono tanti, che in questa provincia al di là delle appartenenze politiche si riconoscono in questi principi etici fondanti .
GIANFRANCO FINI "Lo stile delle classi dirigenti deve tornare a essere modello di comportamento sociale. Perché se i cittadini hanno la percezione che esistono varie zone di corruzione anche presso l'elite politica e amministrativa, non dobbiamo poi stupirci se alla base della società si diffondono fenomeni di illegalità". Un Paese in cui il senso dello Stato si indebolisce può essere percepito dalle comunità come una terra in cui non dominano la legge e la giustizia e dove non sono garantite reali opportunità di crescita civile. Può anche accadere - avverte Fini - che nelle fasce più marginali, si diffonda una rovinosa sensazione di immunità". Poi il presidente della Camera ribadisce il concetto dell'importanza dell'esempio fornito dai politici, affermando che "solo se si assumono comportamenti virtuosi, si può chiedere ai cittadini di rispettare una gerarchia di doveri e la rinuncia a comportamenti illegali". L'affermazione della legalità passa viceversa per vie ben diverse, come il ristabilimento della certezza della pena, la lotta al degrado sociale, il rilancio dell'autorità' dello stato. E passa anche per la riaffermazione dell'etica pubblica".
PAOLO BORSELLINO: “L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto. Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati. (dalla lezione del 26 gennaio 1989 all’Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa)
Sarebbe auspicabile una risposta chiara ed univoca a favore della legalità, da parte di tutto il centrodestra imperiese anche attraverso la convocazione straordinaria degli stati generali del PDL.
Antonello Campagna
Direttivo Provinciale di Generazione Italia
19/06/2010
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