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Urbanistica
Il commento di Strescino (Imperia) e Pallini (Santo Stefano) sul divieto di costruire
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Edilizia
Paolo Strescino sindaco di Imperia e Marcello Pallini sindaco di Santo Stefano hanno commentato le ragioni dell'incontro avvenuto questa mattina negli uffici provinciali per dire no alle imposizoni della Regione., che con una delibera di Giunta ha apportando una variante al Piano territoriale di coordinamento paesistico, impedendo di fatto a 23 comuni dell'imperiese di edificare nel prossimo futuro.
“Non condivido il metodo - dice il sindaco di Imperia Paolo Strescino - è questo che mi da più fastidio. La Regione non può imporre una normativa nuova senza consultare gli altri enti locali. Ci attiveremo per resistere ad una decisione ingiusta. Probabilmente chiederemo la sospensiva, ma stiamo valutando diverse ipotesi. Tutti i comuni sono compatti. Il fatto che l'incontro si sia tenuto in Provincia è significativo in questo senso. Non è una contesa che ha a che fare con il colore politico, è una questione sostanziale. Non si può incidere sull'economia di un territorio facendo piombare dall'alto una norma non concordata con nessuno. Sino ad oggi tutto ciò che è stato costruito è stato fatto nel rispetto delle leggi. Non sono davvero comprensibili i motivi di questa drastica chiusura”.
“Al di la delle motivazioni della decisione presa dagli uffici regionali - commenta il sindaco di Santo Stefano Marcello Pallini - non è assolutamente accettabile che i Comuni e la Provincia di Imperia non siano stati consultati. Questa norma pesa sullo sviluppo economico del nostro territorio, che si basa su edilizia e turismo. Bisogna per forza consultare chi ha il polso della situazione. Nessuno vuole costruire in modo esagerato o fuori dalle regole, ma questo divieto non tiene conto delle situazioni di fatto e profila un danno per tutta la nostra zona. Pensiamo ad Area24. La ciclabile è quasi finita, ma ora per dare un vero senso turistico a questa importante opera è necessario costruirle intorno tutta una serie di servizi indispensabili. Solo i Comuni del ponente sanno dove vogliono andare nei prossimi 15 anni e come arrivarci. Non può essere una decisione esterna non concordata a soffocare la nostra possibilità di crescita in un momento che è già difficile”.
di Giorgio Giordano
29/07/2009

























