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Imperia
Polemica tassa sul depuratore, Leone: "Proventi servivano per rete fognaria, non per cene giunta"

Da sinistra: Rodolfo Leone e Paolo Strescino
'I proventi derivanti dalla tassa sulla depurazione non andavano a finanziare le cene della Giunta, ma la manutenzione delle condotte fognarie'. Lo ha dichiarato, stamani, l'assessore alla programmazione Finanziaria del Comune di Imperia, Rodolfo Leone. Il contributo, sospeso a novembre del 2008, dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale, che lo ha dichiarato illegittimo – non avendo Imperia un depuratore – venne istituito, nel 1998 , dalla giunta di centrosinistra retta dall'allora sindaco, Davide Berio, e ammonta a poche decine di euro a famiglia, versate dalla sua istituzione ad oggi. Molti cittadini, tuttavia, contrari al pagamento di una tassa per un depuratore che non esiste, hanno pensato bene di ricorrere alla Corte Costituzionale, contro l'Amat (la societa' che gestisce il pubblico acquedotto), chiedendo la restituzione del denaro. 'Il contributo incassato in questi anni serviva per la manutenzione della rete fognaria – ancora Leone – e visto che e' stato sospeso, dopo la dichiarazione di incostituzionalita', saremmo costretti per il futuro, a recuperare questa cifra in modo diverso, per colmare la lacuna che si e' venuta a creare nel nostro bilancio'.
di Fabrizio Tenerelli
21/01/2009
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